Robotica: Ishiguro (Univ. Osaka), “non c’è motivo di temere l’intelligenza artificiale”. “Mi interessa opinione Vaticano”

“Mi interessa il parere della Chiesa sullo sviluppo e sul futuro della robotica”. Lo dice in un’intervista al Sir lo scienziato giapponese Hiroshi Ishiguro, “papà” di Geminoid, umanoide esatta copia di se stesso, a margine del workshop “Robo Ethics. Humans, machines and health” in corso fino a questa sera in Vaticano (Aula nuova del Sinodo) per iniziativa della Pontificia Accademia per la Vita. Sull’ipotesi che un robot umanoide possa in futuro provare emozioni, Ishiguro risponde: “Un androide può mimare un’emozione semplice come il dolore ma non sappiamo ancora nulla per quello che riguarda emozioni più profonde. Forse sarà possibile tra un centinaio d’anni”. Sottolineando la differenza tra l’educazione europea e quella giapponese che rende più accettabili e familiari queste “creazioni”, lo scienziato esclude che l’intelligenza artificiale possa un giorno avere il sopravvento su quella umana: “Non c’è motivo di avere paura”, dice sorridendo.  Importante un’etica dei robot, “come abbiamo bisogno di un’etica per gli umani”. Ishiguro ha recentemente collaborato con una società giapponese per la realizzazione di “preti robot” buddisti, ma un prototipo di prete robot cattolico “al momento non è un obiettivo della nostra ricerca”. Sulla sua partecipazione al workshopo soiega: “Sono stato invitato e poi in Italia vengo sempre volentieri. Quando la Honda ha iniziato a sviluppare il suo progetto di Asimo, ha chiesto l’opinione del Vaticano sull’opportunità di realizzare un robot umanoide. E il Vaticano ha risposto: ‘Perché no?’. Anche a me interessa il parere della Chiesa sullo sviluppo e sul futuro della robotica”.

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