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Papa Francesco: messaggio per la Quaresima, “entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere giardino”

“Il cammino verso la Pasqua ci chiama a restaurare il nostro volto e il nostro cuore di cristiani, tramite il pentimento, la conversione e il perdono, per poter vivere tutta la ricchezza della grazia del mistero pasquale”. È la parte finale del messaggio per la Quaresima, in cui il Papa fa notare che questa “impazienza”, questa “attesa” del creato “troverà compimento quando si manifesteranno i figli di Dio, cioè quando i cristiani e tutti gli uomini entreranno decisamente in questo ‘travaglio’ che è la conversione”.
“Tutta la creazione è chiamata, insieme a noi, a uscire ‘dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio’”, scrive Francesco citando la lettera ai Romani: “La Quaresima è segno sacramentale di questa conversione. Essa chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina”. “Digiunare”, cioè “imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature”, spiega Francesco: “Dalla tentazione di ‘divorare’ tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità”.
“Entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini”: è l’augurio del Papa per la Quaresima, in cui ciascuno di noi è chiamato a “ripercorrere lo stesso cammino” di Gesù, “per portare la speranza di Cristo anche alla creazione”. “Non lasciamo trascorrere invano questo tempo favorevole!”, l’invito finale del messaggio: “Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice”.

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