Migranti: p. Albanese, “non siamo di fronte a un’invasione”

“Contrariamente a ciò che viene detto da pulpito della politica, non siamo di fronte ad un’invasione”. Lo ha precisato padre Giulio Albanese, direttore di Popoli e Missione, che intervenendo al convegno “Operatori dell’accoglienza”, organizzato dal Tavolo Migrazioni per fare il punto sui risultati della Campagna Cei “Liberi di partire, liberi di restare”, a due anni dal suo lancio, si è voluto soffermare “sul fraintendimento sulla mobilità umana, dal punto di vista numerico”. “Il 75% di coloro che si sono spostati nell’Africa sub sahariana sono rimasti all’interno del Continente. Nel 2017, il Continente africano ha ospitato 25milioni di migranti, mentre nel 2016 la maggior parte dei migranti nati in Africa che vivevano al di fuori del Continente risiedevano 9 milioni in Europa, 4 milioni in Asia e 2 milioni in Nord America”, ha spiegato citando i dati di un recente Rapporto Onu. “La logica dei respingimenti è parte della cultura: dobbiamo interrogarci sulle ragioni che determinano questo oscurantismo dell’anima”, ha scandito padre Albanese che ha puntato il dito contro “l’utilizzo sconsiderato, frequente, inopportuno della frase ‘aiutiamoli a casa loro”” mentre “è evidente che stiamo facendo l’esatto contrario”. “Il Sud del mondo non è povero, ma impoverito, non sa che farsene della nostra beneficienza: vuole dignità”, ha ricordato il direttore di Popoli e Missione per il quale si tratta di ristabilire “il principio della giustizia”. “Il futuro – ha concluso – ci deve trovare pronti all’appuntamento del dare e del ricevere perché abbiamo tutti un destino comune”.

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