Brexit: ipotesi rinvio. Governo e parlamento lontani da una soluzione. May in difficoltà, laburisti chiedono secondo referendum

(Londra) La premier britannica Theresa May dichiara una nuova posizione sul Brexit, lasciando intravvedere un rinvio, pur breve, del divorzio dall’Ue, rispetto alla data prefissata del 29 marzo. Il suo discorso odierno alla Camera dei Comuni conferma che il governo e il parlamento non sono ancora riusciti a trovare una soluzione e una posizione comune. Ai deputati di Westminster la premier ha promesso un voto sull’accordo di recesso con la Ue, già bocciato due volte, il prossimo 12 marzo. Se i parlamentari diranno ancora no avranno due possibilità: approvare, il giorno successivo, il 13 marzo, il “no deal”, il divorzio senza accordo dalla Ue; quest’ultimo, però, diverrà realtà soltanto se ci sarà una maggioranza a favore a Westminster. Se il “no deal” verrà invece respinto allora i deputati voteranno ancora il giorno dopo, il 14 marzo, per chiedere un’estensione della data del 29 marzo. La serie di voti, 12, 13 e 14 marzo, dovrà essere approvata domani dal parlamento di Londra. La nuova proposta della May è stata pensata per evitare una nuova sconfitta del governo a Westminster, dove i deputati avrebbero preso il controllo del processo Brexit per evitare una rottura senza accordo con la Ue. Theresa May, tuttavia, non ha escluso questa eventualità. “Sono convinta che, se dobbiamo, possiamo trasformare il no deal in un successo”, ha detto.
Nel frattempo l’opposizione laburista, guidata da Jeremy Corbyn, insiste per un secondo referendum e vuole che l’accordo concluso dalla premier Theresa May con Bruxelles venga approvato anche dai cittadini con un voto pubblico se il parlamento darà il benestare.

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