Acs: la Lamborghini donata dal Papa “trasformata” in un asilo e in un centro per i cristiani della Piana di Ninive

“Per fare un albero, ci vuole un fiore”, cantava Sergio Endrigo mettendo in musica una filastrocca di Gianni Rodari. Letto in chiave moderna, quell’evergreen della nostra infanzia potrebbe suonare così: “per fare un asilo… ci vuole una Lamborghini”. È quanto accadrà presto a Bashiqa, ad appena 30 chilometri da Mosul, in Iraq. Il 15 novembre 2017 Papa Francesco ha deciso di devolvere ad Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) parte del ricavato della vendita all’asta – 200mila euro – della Lamborghini Huracan donatagli dalla casa automobilistica. Con questi fondi Acs potrà finanziare un asilo e un centro per i cristiani e le altre minoranze che sono tornate a vivere nella Piana di Ninive dopo la sconfitta militare dello Stato islamico. “Oggi – spiegano Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro, presidente e direttore di Acs-Italia – Acs darà concretezza al gesto del Papa finanziando la ricostruzione a Bashiqa di due strutture della Chiesa siro-cattolica distrutte dai terroristi: l’asilo intitolato alla Vergine Maria e il centro polivalente dell’omonima parrocchia”. Il villaggio di Bashiqa è stato gravemente danneggiato dalla guerra, ma la comunità cristiana è tornata in gran numero. Sono state infatti riparate già 405 delle 580 abitazioni distrutte e i cristiani ritornati sono il 50%, ovvero 1.585. “I due interventi finanziati con il ricavato della Lamborghini andranno anche a beneficio delle altre minoranze della zona – spiegano Mantovano e Monteduro – giacché il centro polivalente, capace di accogliere oltre mille persone, verrà utilizzato per matrimoni e feste religiose delle diverse comunità. Sarà il centro più grande dell’area e sarà a disposizione di oltre 30mila abitanti di diverse etnie e fedi”. A poco più di due anni dalla liberazione dei villaggi della Piana di Ninive, il numero di cristiani che sono potuti rientrare nelle loro case ha superato ogni più rosea previsione. L’11 gennaio scorso erano ben 9.108 le famiglie tornate ai loro villaggi, ovvero quasi il 46% delle 19.832 che vi vivevano nel 2014 prima dell’arrivo dello Stato Islamico. Merito dell’immensa opera di ricostruzione – in larga parte finanziata da Acs – che ha finora permesso di ricostruire o riparare il 41% delle 14.035 abitazioni distrutte o danneggiate dall’Isis. Un intervento di ricostruzione che in questi anni ha trovato in Papa Francesco un benefattore assiduo. Già nel 2016, infatti, aveva finanziato con 100mila euro la “Saint Joseph Charity Clinic” di Erbil, che offre assistenza medica gratuita.

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