Venezuela: p. Infante (Centro Gumilla) al Sir, “Governo capace di qualsiasi cosa, ora grande incertezza“

“Sabato la reazione del regime è stata del tutto sproporzionata nell’uso della forza. Quanto accaduto mostra chiaramente il volto del Governo, che continua a rifiutarsi di vedere cosa pensa la maggioranza e le condizioni di povertà e difficoltà del popolo. Questo è un Governo capace di qualsiasi cosa per giustificare e mantenere le sue bugie”. Lo spiega al Sir padre Alfredo Infante, gesuita e direttore della rivista “Sic” del Centro Gumilla, gestito dalla Compagnia di Gesù, in riferimento alla drammatica giornata di sabato in Venezuela, durante la quale le forze militari e di polizia fedeli a Maduro hanno incendiato due camion con gli aiuti umanitari provenienti dalla Colombia, sequestrandone un terzo, e avviato una forte repressione alle frontiere con Colombia e Brasile. Prosegue il gesuita: “Noi, che viviamo nelle zone popolari sappiamo di vivere tra la vita e la morte. Sopravviviamo, non viviamo. E il Governo non vuole riconoscere questa realtà, negando il diritto all’alimentazione, alla salute, ai medicinali, usando la forza contro cittadini indifesi”.
Padre Infante aggiunge: “Purtroppo questo Governo, illegale, perché eletto al di fuori da quanto prevede la Costituzione, e illegittimo, perché non riconosciuto dalla grandissima parte della popolazione, ha rigettato tutte le proposte pacifiche e questa ci getta in uno scenario di grande e grave incertezza, perché prepara il terreno a un possibile intervento internazionale. Non vedo con serenità questo scenario, perché purtroppo implicherebbe una situazione di guerra, che è sempre catastrofica, provoca la perdita di vite umane e porta con sé instabilità e una difficile governabilità. La via pacifica sarebbe quella di convincere Maduro a non portare il paese alla catastrofe. Io spero che in questi giorni cessi l’usurpazione, anche se non sono ottimista, hanno mostrato di essere disposti a qualsiasi cosa per restare aggrappati al potere, rinunciare al Governo per il bene comune presuppone una grandezza umana che chi sta al potere oggi non sta mostrando. Certo, la comunità internazionale continuerà a fare pressione”.

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