Prostituzione: Salesiani, “Girls OS +” per salvare minorenni in Sierra Leone

“Perché possano sognare un futuro diverso dalla realtà che vivono”. È così che Jorge Crisafulli, salesiano e missionario, ha sintetizzato l’obiettivo del programma Girls OS + per ragazze prostitute tra i 9 e i 17 anni che, da quasi tre anni, i salesiani conducono a Freetown in Sierra Leone. Il progetto è stato presentato questa sera a Torino, nell’ambito di una serata nella casa salesiana di Valdocco.
Il programma è stato iniziato dallo stesso Crisafulli nel settembre del 2016 dopo aver incontrato sette ragazze in strada. L’intento di Girls OS + è quello di aiutare le ragazze ad uscire dal circuito della prostituzione nel quale finiscono per cercare di avere qualcosa da mangiare.
L’intervento di recupero delle giovanissime donne è stata raccontata attraverso la testimonianza non solo di don Jorge (direttore dell’opera Don Bosco Fanbul della capitale Freetown), ma anche di Augusta Ngombu Gboli, ventiduenne che ha attraversato il tunnel dello sfruttamento sessuale ma ha trovato la forza per uscirne e che ha spiegato come tutto sia nato dalla necessità di trovare da mangiare. “Una notte in strada – ha raccontato -, ho incontrato una assistente che lavorava al Don Bosco Fanbull e che mi ha spiegato che poteva aiutarmi in un modo diverso da chi mi sfruttava in strada”. Oggi Augusta Ngombu Gboli ha aperto un proprio ristorante e insegna ad altre ragazze che hanno avuto la sua stessa esperienza.
Nel corso della serata è intervenuto anche Alberto Lopez, della procura missionaria di Madrid, che ha curato la promozione del film-documentario “Love” del regista Raùl de la Fuente, dedicato all’intervento di recupero dei salesiani in Sierra Leone.
Il progetto Girls OS + è stato presentato anche nell’ambito dell’incontro “La tratta degli esseri umani: politiche di contrasto del fenomeno e di tutela delle vittime” sempre a Torino oltre che ad alcune scuole torinesi.

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