Papa Francesco: a Pont. Accademia per la vita, “il fenomeno umano eccede il risultato dell’assemblaggio calcolabile dei singoli elementi”. No a manipolazioni

(Foto Vatican Media/SIR)

“Il dibattito in corso fra gli stessi specialisti mostra già i gravi problemi di governabilità degli algoritmi che elaborano enormi quantità di dati. Come anche pongono seri interrogativi etici le tecnologie di manipolazione del corredo genetico e delle funzioni cerebrali”. Lo ha sottolineato, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza i partecipanti all’Assemblea plenaria della Pontificia Accademia per la vita (25-27 febbraio). “In ogni caso, il tentativo di spiegare il tutto del pensiero, della sensibilità, dello psichismo umano sulla base della somma funzionale delle sue parti fisiche e organiche – ha aggiunto il Pontefice – non rende conto dell’emergenza dei fenomeni dell’esperienza e della coscienza. Il fenomeno umano eccede il risultato dell’assemblaggio calcolabile dei singoli elementi”. Proprio in questa linea della “complessità della sinergia di psiche e techne”, “non è possibile prescindere dall’intrecciarsi di molteplici relazioni per una comprensione più profonda della dimensione umana integrale”.
Certo, ha sostenuto il Santo Padre, “dai dati delle scienze empiriche non possiamo trarre deduzioni metafisiche. Possiamo però trarne indicazioni che istruiscono la riflessione antropologica, anche in teologia, come del resto è sempre avvenuto nella sua storia”: “Siamo chiamati a porci sulla via intrapresa con fermezza dal Concilio Vaticano II, che sollecita il rinnovamento delle discipline teologiche e una riflessione critica sul rapporto tra fede cristiana e agire morale”.
“Il nostro impegno – anche intellettuale e specialistico – sarà un punto d’onore della nostra partecipazione all’alleanza etica in favore della vita umana – ha concluso Francesco -. Un progetto che ora, in un contesto in cui dispositivi tecnologici sempre più sofisticati coinvolgono direttamente le qualità umane del corpo e della psiche, diventa urgente condividere con tutti gli uomini e le donne impegnati nella ricerca scientifica e nel lavoro di cura”.

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