Oscar 2019: miglior film “Green Book”, regia Alfonso Cuarón, attori Olivia Colman (“La favorita”) e Ramy Malek (“Bohemian Rhapsody”)

Il miglior film dell’anno a Hollywood è “Green Book”, che si impone (non troppo a sorpresa), nella cerimonia degli Oscar edizione 91, passate da poco le ‪5.00 del mattino‬ in Italia. Ecco tutti i premi principali assegnati a Los Angeles dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’industria del cinema statunitense. “Green Book” diretto da Peter Farrelly si porta a casa l’Oscar per il miglior film, dopo il Golden Globe lo scorso gennaio. Il film ha ottenuto anche il premio per l’attore non protagonista Mahershala Ali e la miglior sceneggiatura originale. Commedia (da una storia vera) sull’amicizia oltre le discriminazioni razziali nell’America degli anni ’‪60, tra il‬ pianista afroamericano Don Shirley e il buttafuori italoamericano Tony Lip.
Il miglior regista è come da previsione Alfonso Cuarón per “Roma” – al secondo Oscar nella categoria, dopo “Gravity” nel 2014 –, premiato dal connazionale Guillermo del Toro. L’autore, fresco vincitore anche per film straniero e fotografia, ha ringraziato l’Academy per aver dato attenzione a un film che parla di una donna indigena, una collaboratrice domestica, ponendo l’attenzione sui diritti dei lavoratori. Il film era il grande favorito, prodotto da Netflix.
Incoronata miglior attrice la britannica Olivia Colman, che vince per il ruolo della regina Anna Stuart nel film “La favorita” (“The Favourite”) di Yorgos Lanthimos, forte di 10 candidature. La Colman aveva ottenuto la Coppa Volpi all’ultimo Festival di Venezia e il Golden Globe; agli Oscar ha sbaragliato la super candidata Glenn Close e la popolarissima Lady Gaga.
Miglior attore è Ramy Malek per “Bohemian Rhapsody”, per la sua camaleontica interpretazione di Freddie Mercury nel biopic musicale sulla band inglese Queen diretto da Bryan Singer. Classe 1981, Malek ha dichiarato emozionato: “Io sono il figlio di immigrati che viene dall’Egitto, la prima generazione della mia famiglia cresciuto negli Stati Uniti”.

(Sergio Perugini)

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