Luigi Sturzo: Castagnetti (“I Popolari”), “il suo merito storico è quello di aver portato i cattolici dentro il circuito della politica”

“Il grande merito storico di Sturzo è quello di aver portato i cattolici dentro il circuito della politica, impresa non scontata ai tempi del non expedit”. È partito da qui Pierluigi Castagnetti, ex parlamentare e presidente dell’associazione “I Popolari”, per parlare de “Il partito di ispirazione cristiana nella politica in Italia e in Europa” durante l’incontro “La democrazia per il bene comune: popolarismo vs populismo” promosso da Facoltà di Scienze sociali della Pontificia Università Gregoriana e Istituto Luigi Sturzo nel centenario dell’“Appello ai liberi e forti”. “Sturzo si è inventato un partito senza avere il sostegno pregiudiziale della Chiesa, con difficoltà di comprensione”, ha spiegato Castagnetti, aggiungendo che “il problema è che doveva inventarsi una forma-partito”. “I cattolici – ha precisato – non essendo nativi democratici dovevamo imparare la democrazia. Lui sapeva che ci si doveva rivolgere alle masse cattoliche per educarle alla democrazia” anche perché “non tutti i cattolici avevano accettato la regola della democrazia”. Per Castegnetti, “il capolavoro di Sturzo è stato quello di inventarsi un modello di partito diverso da quelli esistenti al momento: non ha potuto copiare né quello liberale né quello socialista” anche perché “non c’era un’ideologia che compattasse, ma un pensiero che andava maneggiato fino a farlo diventare un amalgama motivazionale del partito”. Castagnetti ha poi sottolineato che “Sturzo si inventa il partito a ispirazione cristiana sessanta anni prima del Concilio. Sturzo anticipa la costituzione Lumen gentium” affermando che la politica è “competenza dei laici” e non della gerarchia della Chiesa. Quello del sacerdote calatino è stata “un’operazione difficile da fare in Italia. Si trattava di fare qualcosa che utilizzasse l’ispirazione cristiana per formare, motivare all’impegno politico”. Castegnatti ha poi notato che Sturzo “si inventa una forma-partito modernissimo”, anche se “oggi non credo si possa riproporre né la Democrazia Cristiana né il successivo Partito popolare”. Quello del Ppi sturziano è un “modello straordinariamente moderno a cui si è ispirato il costituente (art. 49) quaranta anni dopo”. Pensare ad “un partito che non ha soggettività diretta ma per il quale i cittadini si associano. Un’idea molto moderna che ricalca l’idea del rapporto società-Stato che ha Sturzo”. “Per Sturzo – ha aggiunto – il partito non entra in Parlamento, non si occupa del governo: un’idea liberale che neppure il Partito liberare ha realizzato”. Inoltre, “il partito di Sturzo non ha programma ma è il programma”. E infine, “il suo partito è proiettato in un orizzonte largo”. “Sturzo è il primo che parla di Stati uniti d’Europa, seppure come proposta utopistica. L’Europa è vista come lo strumento per prevenire i conflitti” e non a caso “Sturzo è considerato il fondatore dell’Europa”. Castagnetti ha concluso ricordando che il partito di Sturzo “non fa solo riferimento all’ispirazione cristiana ma ritiene che questa comporti la responsabilità dell’invenzione della politica, dello Stato, delle Istituzioni. Per Sturzo l’ispirazione cristiana è responsabilità fondamentale”.

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