Europa: card. Bagnasco (Ccee), la missione storica e le nuove sfide che l’attendono

“Credo sia questo il nucleo incandescente dell’Europa, il cuore della sua missione: non l’eurocentrismo antistorico, ma l’umanesimo integrale che riconosce e promuove la persona nelle sue dimensioni essenziali; che genera una società intessuta di relazioni solidali nel segno della sussidiarietà; che riconosce e sostiene il microcosmo fondante della famiglia, grembo di vita e scuola di umanità, punto solido di riferimento, spiaggia certa da cui partire per il mare della vita, approdo sicuro dove tornare e rigenerare fiducia ed energie”. Lo ha affermato il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), nella relazione tenuta al convegno su “Unione Europea: un percorso comune valorizzato dall’armonia tra identità diverse” che si è svolto presso l’Archivio storico del Quirinale.

“All’Europa – ha aggiunto il card. Bagnasco – spetta anche un’altra missione. Dopo la tragedia delle guerre del secolo scorso, essa ha il compito di ricordare al mondo la grande sfida che l’attende: governare il potere. Il crescente potere tecnologico risponde all’intelligenza umana che indaga le forze della natura, ma deve essere governato perché esso non si rivolti contro; affinché l’uomo – preso dal delirio – non ne resti dominato”.

“Le verità dello spirito, la ricerca dei valori oggettivi, l’inviolabile dignità umana, la bellezza della ragione, il senso religioso – ha sottolineato l’arcivescovo di Genova – possono fondare e guidare un sentire comune che sia rispettoso del volto di ogni popolo che ha lottato per la libertà e la pace. Identità non significa esclusione, ma condizione di dialogo fecondo e di incontro collaborativo”.

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