Papa Francesco: discorso conclusivo incontro abusi, combattere “turismo sessuale” e “nuove forme di abuso” che provengono dal “mondo digitale” / 8

(Foto Vatican Media/SIR)

“La protezione dei minori deve tenere conto delle nuove forme di abuso sessuale e di abusi di ogni genere che li minacciano negli ambienti in cui vivono e attraverso i nuovi strumenti che usano”. Ne è convinto il Papa, che nella parte finale del discorso conclusivo del summit vaticano sulla pedofilia ha rivoto un appello a seminaristi, sacerdoti, religiosi, religiose, operatori pastorali affinché divengano “consapevoli che il mondo digitale e l’uso dei suoi strumenti incide spesso più profondamente di quanto si pensi”. “Occorre incoraggiare i Paesi e le Autorità ad applicare tutte le misure necessarie per limitare i siti web che minacciano la dignità dell’uomo, della donna e in particolare dei minori”, la proposta di Francesco: “Il reato non gode del diritto alla libertà”. “Occorre assolutamente opporci con la massima decisione a questi abomini, vigilare e lottare affinché lo sviluppo dei piccoli non venga turbato o sconvolto da un loro accesso incontrollato alla pornografia, che lascerà segni negativi profondi nella loro mente e nella loro anima”, ha proseguito il Papa: “Occorre impegnarci perché i giovani e le giovani, in particolare i seminaristi e il clero, non diventino schiavi di dipendenze basate sullo sfruttamento e l’abuso criminale degli innocenti e delle loro immagini e sul disprezzo della dignità della donna e della persona umana”, Di qui l’importanza delle nuove norme “sui delitti più gravi” approvate dal Papa Benedetto XVI nel 2010, in cui era stata aggiunta come nuova fattispecie di delitto “l’acquisizione, la detenzione o la divulgazione” compiuta da un membro del clero “in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo, di immagini pornografiche aventi ad oggetto minori”: “Allora si parlava di ‘minori di anni 14’, ora pensiamo di dover innalzare questo limite di età per allargare la tutela dei minori e insistere sulla gravità di questi fatti”, la proposta. Ultimo imperativo: contrastare il turismo sessuale, attraverso la “repressione giudiziaria”, ma anche con il “sostegno” e i “progetti di reinserimento” delle vittime di tale fenomeno criminale. “Le comunità ecclesiali sono chiamate a rafforzare la cura pastorale delle persone sfruttate dal turismo sessuale”, l’esortazione di Francesco: “Tra queste, le più vulnerabili e bisognose di particolare aiuto sono certamente donne, minori e bambini; questi ultimi, tuttavia, necessitano di una protezione e di un’attenzione speciali”. “Le autorità governative diano priorità e agiscano con urgenza per combattere il traffico e lo sfruttamento economico dei bambini”, la proposta destinata alla tutela dei più piccoli, tramite la capacità di “coordinare gli sforzi a tutti i livelli della società e collaborare strettamente anche con le organizzazioni internazionali per realizzare un quadro giuridico che protegga i bambini dallo sfruttamento sessuale nel turismo e permetta di perseguire legalmente i delinquenti”.

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