Incontro abusi in Vaticano: mons. Coleridge, “le persone abusate non ruotano intorno alla Chiesa, ma è la Chiesa che ruota intorno a loro”, “conversione necessaria”

“Le persone abusate non ruotano intorno alla Chiesa, ma è la Chiesa che ruota intorno a loro”. È questa la “rivoluzione copernicana” di cui la Chiesa ha bisogno per la “conversione necessaria” in presenza della crisi degli abusi. Ne è convinto mons. Mark Benedict Coleridge, arcivescovo di Brisbane e presidente della Conferenza episcopale dell’Australia, che ha tenuto l’omelia della Messa presieduta dal Papa, nella Sala Regia, a conclusione dell’incontro in Vaticano su “La protezione dei minori nella Chiesa”. “Nell’abuso sessuale, i potenti mettono le mani sui consacrati di Dio, perfino sui più deboli e sui più vulnerabili tra di loro”, ha esordito il presule, secondo il quale “nell’abuso e nella sua copertura, i potenti si manifestano non come uomini del cielo ma come uomini della terra”. “Chi è il nemico?”, si è chiesto Coleridge sulla scorta delle letture: “Certo, non quelli che hanno sfidato la Chiesa a guardare in faccia gli abusi e la loro copertura, per quello che realmente erano: soprattutto le vittime e i sopravvissuti che ci hanno condotto alla dolorosa verità raccontando le loro storie con così grande coraggio”. “Anche se noi desideriamo una Chiesa veramente sicura, e anche dopo tutto quello che abbiamo fatto per assicurare questo, non sempre abbiamo scelto la misericordia”, il “mea culpa” del vescovo: “A volte abbiamo preferito l’indifferenza e il desiderio di tutelare la reputazione della Chiesa e anche la nostra”. Per questo, la tesi di Coleridge, la conversione è “necessaria”, perché “può aprire una nuova stagione di missione”, che “non richiede solo parole, ma azioni reali e concrete”.

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