Venezuela: alla frontiera per far entrare gli aiuti annunciata anche la presenza di vescovi. Mons. Azuaje, “il Papa segue con attenzione”

È iniziato il giorno più lungo per il Venezuela, in un clima di grande tensione. Già ieri i militari hanno aperto il fuoco contro un gruppo di indigeni Pomón a la Gran Sabana, nei pressi del confine con il Brasile, mentre nelle ultime ore il Governo di Maduro ha chiuso i principali varchi frontalieri con la Colombia, da dove oggi dovrebbero arrivare nel Paese gli aiuti umanitari, forzando il blocco dei militari. Da più parti non si nasconde preoccupazione per una situazione che potrebbe degenerare da un momento all’altro. Ai ponti internazionali tra Colombia e Venezuela, alla frontiera tra lo stato del Tachira e la città colombiana di Cúcuta, si recheranno, secondo fonti Sir, anche alcuni vescovi. Da Roma, dove partecipa al vertice delle Conferenze episcopali in Vaticano il presidente dei vescovi venezuelani, mons. José Luis Azuaje, arcivescovo di Maracaibo, ha inviato un breve videomessaggio diffuso attraverso la pagina Facebook della Conferenza episcopale venezuelana, nella quale invita a “pensare positivo” e dice che ha parlato con il Papa, il quale gli ha detto di “seguire con attenzione” quello che sta succedendo in Venezuela. Proprio a Cúcuta, ieri, si è svolto il “Venezuela Aid Live”, il concerto per il Venezuela con vari cantanti internazionali. E’ riuscito a prendervi parta anche il presidente autoproclamato Juan Guaidó, che si è unito ai presidenti di Colombia, Iván Duque, Cile, Sebastián Piñera, e Paraguay, Mario Abdo.

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