Scuole cattoliche: card. Bassetti, “la progressiva riduzione deve preoccupare, pluralismo educativo valore irrinunciabile”

“La progressiva riduzione del numero di scuole cattoliche in attività deve preoccupare non solo la comunità cristiana ma tutta la società civile e i responsabili dell’amministrazione scolastica nazionale, perché il pluralismo educativo è un valore irrinunciabile per tutti e ogni volta che chiude una scuola cattolica è tutta l’Italia a rimetterci.”. È quanto si legge nel messaggio inviato dal presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, al seminario “C’è ancora bisogno della scuola?”, organizzato dal Centro studi per la scuola cattolica, a Roma, nel suo ventennale. “Il proprium della scuola cattolica non è certo il proselitismo – aggiunge il porporato -, ma la cura educativa della persona, che può aiutare a superare tante difficoltà della realtà scolastica odierna, a cominciare dalla perdita del senso stesso del fare scuola”. Considerando che “la scuola italiana ha forse perduto la sua identità educativa, preoccupata più dell’efficienza amministrativa che delle esigenze profonde di ciascun alunno”, il presidente della Cei osserva che per la scuola cattolica “la motivazione educativa è ciò che la anima in profondità”. “La scuola cattolica vuole continuare a essere quel fattore di stimolo e di crescita che finora ha rappresentato per tutto il sistema scolastico italiano, potendo contare in molti casi sull’apertura internazionale. È, però, innegabile – conclude il card. Bassetti – che la scuola cattolica si trovi oggi ad attraversare una fase di crisi e di difficoltà. I numeri stanno a dimostrarlo impietosamente”.

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