Scuola: Ribolzi (Università Genova), “ridare forma a un progetto educativo”

“Ri-formare, ridare forma, a una scuola che oggi è piuttosto un confuso agglomerato privo di un preciso progetto educativo, che va ripensato e non rattoppato”. Lo ha detto Luisa Ribolzi, docente all’Università di Genova, intervenendo stamani al seminario “C’è ancora bisogno della scuola?”, organizzato dal Centro studi per la scuola cattolica, a Roma. Due gli ostacoli individuati per questa “rifondazione”: “il pervasivo dominio della burocrazia, ma anche la visione disfattista per cui tutto va male e si rinuncia in partenza a pensare a una scuola in cui non si va solo perché costretti, ma per il gusto di insegnare e di imparare, una scuola ‘vincente’”. L’insegnante ha spiegato che “la scuola non è più l’unica fonte di informazione, e forse nemmeno la principale”. Per questo motivo, il suo compito – a suo avviso – è quello di “promuovere la conoscenza, che è un’informazione critica e relazionale”. Riconoscendo che “il problema educativo è innanzitutto un problema degli adulti”, Ribolzi ha affermato che “la scuola deve fare i conti con la crescente possibilità di falsificazione del reale prodotta dalla realtà virtuale”. L’attenzione si è concentrata poi su “un altro limite della scuola”: “la sua persistente astrattezza”. Viene auspicata per questo motivo “una scuola del fare”. Con la consapevolezza che “accanto alle competenze disciplinari, i ragazzi devono padroneggiare anche competenze di tipo più genericamente sociale, che li abilitino a una partecipazione di cittadinanza equa e consapevole”.

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