Scuola: Moscato (Università Bologna), “un processo di rinnovamento per le scuole cattoliche”

“L’uso delle chat sta cambiando la nostra dimensione sociale: abbiamo perso l’addestramento a parlare con l’altro guardandolo in viso, non serve più alcuna capacità di empatia per parlare con chiunque”. Lo ha detto Maria Teresa Moscato, docente all’Università di Bologna, intervenendo stamani al seminario “C’è ancora bisogno della scuola?”, organizzato dal Centro studi per la scuola cattolica, a Roma. La pedagogista si è soffermata, in particolare sul ruolo della scuola come “soggetto educativo, oltre che didattico” in un tempo in cui “la conoscenza sembra oggi depositata sulla rete stessa, e ‘facile’ per tutti e in potere di tutti”. A suo avviso, non bisogna sottovalutare “la funzione delle scuole cattoliche nella cura della gioventù e anche nella trasformazione di una cultura cristiana nella società”. “Le scuole cattoliche sembrano essere perite senza che si avvertano per esse particolari rimpianti nell’orizzonte cristiano”. Un “errore” che, secondo Moscato, “pagheremo per diverse generazioni”. “Ma forse dovremmo iniziare subito un processo di rinnovamento, pur nella consapevolezza che esso darebbe frutto solo nei tempi lunghi. Dovremmo ritrovare quel particolare coraggio che hanno sempre avuto, nel loro tempo, i fondatori delle nostre scuole”. Dopo aver segnalato le “funzioni strutturali” della scuola, l’insegnante si è soffermata sulle “esigenze educative del presente” in due contesti: la cultura mass-mediatica e la crisi della famiglia.

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