Scuola: Bussetti (min. Istruzione), “formazione di alto livello per far fronte alla complessità del mondo contemporaneo”

“L’educazione non va intesa come un inserimento meccanico di nozioni nella testa dell’alunno, ma significa far sì che il ragazzo, con gli strumenti corretti, possa da un lato sviluppare spirito critico e dall’altro realizzare le proprie attitudini, inclinazioni, capacità e desideri”. È quanto si legge nel messaggio inviato dal ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, al seminario “C’è ancora bisogno della scuola?”, organizzato dal Centro studi per la scuola cattolica, a Roma. “Non solo ritengo che la risposta sia assolutamente positiva – afferma il ministro riferendosi al titolo del convegno -, ma vorrei suggerire che oggi più che mai abbiamo bisogno di una formazione di alto livello per far fronte alla complessità del mondo contemporaneo e alle sue continue, veloci e rapide trasformazioni”. Sostenendo che “la competizione si è fatta globale” e “molto più intensa che in passato”, il ministro segnala l’esigenza “come Paese” di “rimanere al passo”. “Se i ragazzi seguiranno percorsi formativi che valorizzino le loro potenzialità potranno eccellere in quello che faranno ed emergere sempre di più”. Il ministro è consapevole che “oggi più che mai il sapere deve essere trasversale, poliedrico, polivalente, flessibile, plastico, multiforme, eclettico, e l’apprendimento permanente, interdisciplinare e multifunzionale. Il cammino di formazione di sé è continuo e incessante”. “Sono altresì convinto – conclude Bussetti – che la parola che debba tornare centrale sia rispetto, ma proprio nel suo significato più profondo: quello di avere riguardo, attenzione, cura dell’altro riconoscendolo come persona in quanto tale, oltre che come cittadino”.

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