Incontro abusi in Vaticano: suor Openibo, “non nascondiamo più simili fatti per paura di sbagliare”. “Tempesta non passerà”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Non nascondiamo più simili fatti per paura di sbagliare. Troppo spesso vogliamo stare tranquilli finché la tempesta non si è placata! Quella tempesta non passerà. È in gioco la nostra credibilità”. È l’appello rivolto da suor Veronica Openibo, superiora generale della Società del Santo Bambino Gesù, nella sua relazione di apertura della terza giornata dell’incontro in Vaticano su “La protezione dei minori nella Chiesa”, dedicata al tema della “trasparenza”. “Il fatto che oggi molti accusino la Chiesa cattolica di negligenza è inquietante”, ha affermato la religiosa, secondo la quale “la Chiesa deve aggiornare e creare nuovi sistemi e pratiche che promuovano l’azione senza paura di fare errori. Gli abusi sessuali da parte di chierici sono una crisi che ha sminuito la credibilità della Chiesa laddove la trasparenza dovrebbe essere il marchio di fabbrica della missione come seguaci di Gesù”. “Al presente viviamo uno stato di crisi e di vergogna”, la denuncia: “Abbiamo gravemente offuscato la grazia della missione di Cristo. È possibile per noi passare dalla paura dello scandalo alla verità? Come togliamo le maschere che nascondono la nostra scandalosa negligenza?”. “Con cuore pesante e triste, penso a tutte le atrocità che abbiamo commesso come membri della Chiesa”, ha detto commossa la relatrice, che si è chiesta: “È vero che la maggior parte dei vescovi non ha fatto niente in merito agli abusi sessuali sui minori? Alcuni hanno fatto, altri non hanno fatto per paura o per insabbiare”. “È meglio avere delle conversazioni coraggiose piuttosto che non dire nulla per evitare di fare uno sbaglio”, la proposta: “Il primo passo verso la vera trasparenza è ammettere le violazioni e poi rendere pubblico ciò che è stato fatto sin dai tempi di Papa Giovanni Paolo II per sanare la situazione. Forse agli occhi di molti non basterà, ma dimostrerà che la Chiesa non è rimasta in totale silenzio”. “Processi più efficaci ed efficienti”, “linee guida” chiare da esporre nelle parrocchie e pubblicare in rete, “gestione migliore dei casi attraverso conversazioni faccia a faccia, trasparenti e coraggiose sia con le vittime sia con i colpevoli, come anche con gruppi di indagine”, alcuni suggerimenti concreti. “La scusa che si debba rispetto ad alcuni sacerdoti in virtù della loro età avanzata e della loro posizione gerarchica è inaccettabile”, ha detto la religiosa: “Il mio cuore sanguina per le molte vittime che hanno vissuto per anni con il malriposto senso di vergogna e di colpa a causa di ripetute violenze”.

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