Incontro abusi in Vaticano: Alazraki, “segretezza è legata ad abuso di potere”, “ancora molta resistenza a riconoscere che il problema degli abusi esiste”. “Investire nella comunicazione”

“La segretezza, intesa come tendenza eccessiva al segreto, è strettamente legata all’abuso di potere: è come una rete di sicurezza di chi abusa del potere”. Ne è convinta Valentina Alazraki, giornalista e scrittrice che ha tenuto la terza e ultima relazione di oggi, prima della celebrazione penitenziale nella Sala Regia che concluderà la terza giornata dell’incontro in Vaticano su “La protezione dei minori nella Chiesa”. “La mia sensazione è che all’interno della Chiesa ci sia ancora molta resistenza a riconoscere che il problema degli abusi esiste e che occorre affrontarlo con tutti gli strumenti possibili”, l’analisi della relatrice: “Chi occupa qualcosa non è forzatamente corrotto, ma tutti i corrotti occultano qualcosa. Non tutti coloro che serbano un segreto compiono un abuso di potere, ma tutti gli abusi di potere sono solitamente occultati”. “Se l’accusa si dimostra credibile, dovete informare sui processi in corso, su ciò che state facendo, dovete dire che avete allontanato il colpevole dalla sua parrocchia o da dove esercitava, dovete dirlo voi, sia nelle diocesi sia in Vaticano”, l’invito ai 190 partecipanti. Mettere le vittime in primo piano, lasciarsi consigliare e professionalizzare la comunicazione, i tre “consigli pratici per vivere la trasparenza” con cui Alazraki ha concluso la sua relazione. “Non si può parlare di questo tema se non si sono ascoltate le vittime, se non si è condiviso il loro dolore, se non si è toccato con mano le ferite che gli abusi hanno provocato non solo nel loro corpo, ma anche nella loro mente, nel loro cuore, nella loro fede”, il monito della giornalista, secondo la quale tra i “consiglieri” dei vescovi “ci dovrebbero sempre essere dei comunicatori”: “Credo che la Chiesa dovrebbe avere, a tutti i livelli, esperti della comunicazione, e ascoltarli quando le dicono che conviene sempre più informare che tacere o addirittura mentire. Credo che sia indispensabile che investiate nella comunicazione in tutte le vostre strutture ecclesiastiche, con persone altamente qualificate e preparate a far fronte alle esigenze di trasparenza del mondo attuale”. Comunicare meglio, per Alazraki, è fondamentale: “Ho visto con i miei occhi come la cattiva informazione, o la scarsa informazione, ha causato danni enormi, ha fatto del male alle vittime e alle loro famiglie, non ha permesso che si facesse giustizia, ha fatto vacillare la fede di molta gente. Investire nella comunicazione è un affare molto redditizio, e non è un investimento a breve termine, è un investimento a lungo termine”. Infine, un’altra proposta concreta: “Siamo sulla soglia di un altro scandalo, quello delle suore e religiose vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti e vescovi. Vorrei che in questa occasione la Chiesa giocasse all’attacco e non in difesa, com’è avvenuto nel caso degli abusi sui minori”.

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