Esorcismo: fra Benigno, “avere una reale consapevolezza della magia”

“Il fenomeno della magia è ancora più ampio del solo caso della possessione diabolica e mette in discussione l’identità stessa del cristianesimo e del suo annuncio agli uomini di oggi. Per contrastarla occorre formazione e impegno, non solo da parte dei parroci, ma anche degli operatori pastorali”. L’appello di fra Benigno, esorcista e formatore degli esorcisti di Sicilia per conto della Conferenza episcopale siciliana, arriva nel giorno in cui si conclude il 15° corso di formazione per quanti, incaricati dalla diocesi dell’Isola, svolgono questo delicato ministero. “Tenendo conto dell’espansione delle diverse pratiche magiche, come l’occultismo e l’esoterismo – dice il frate rinnovato -, ci viene richiesto dagli operatori pastorali di avere una reale consapevolezza della magia, della tendenza di pensiero, delle pratiche che ne derivano e delle formazioni mentali che questa magia induce nei soggetti stessi da evangelizzare. È necessario, del resto, che gli operatori, adeguatamente formati facciano, a vari livelli, un’opera intelligente di evangelizzazione che metta in guardia fedeli e li illumini sui pericoli di un modo sbagliato di concepire il cristianesimo, sviluppando al massimo la dimensione positiva e la ricchezza dell’annuncio evangelico dinanzi alle aspirazioni alle domande di oggi”. Un impegno che riguarda anche i sacerdoti. “Sia nell’omelia domenicale che nell’esercizio del loro ministero della confessione e della direzione spirituale, devono mettere in guardia i fratelli contro il pericolo di una ricerca smoderata dello ‘straordinario’ nella fede e contro il pericolo di una comprensione infantile della demonologia nell’insieme gerarchico delle verità di fede. Nessuno – avverte fra Benigno – si lasci attirare da apparizioni private o da fenomeni carismatici e di dubbia provenienza: le eventuali manifestazioni del Signore, della Vergine Maria e dei santi, non rientrano nelle verità fondamentali della fede e devono essere valutate con estrema prudenza. Mai vanno sostituite il contenuto autentico del Credo”.

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