Minori migranti in Italia: Unicef, bambini e adolescenti soli particolarmente vulnerabili a violenza, abusi, sfruttamento

“Il programma dell’Unicef in Italia a sostegno dei bambini e adolescenti migranti e rifugiati mira alla loro protezione e inclusione sociale. L’ascolto e la partecipazione dei ragazzi, il coordinamento con le Istituzioni di riferimento, i molteplici partenariati, la ricerca, l’innovazione e lo scambio di buone pratiche sono alla base del nostro lavoro in Italia”. Lo ricorda Anna Riatti, coordinatrice Unicef per il programma in Italia, in occasione del lancio del Report 2018 sul Programma Unicef in Italia a sostegno dei bambini e adolescenti migranti e rifugiati. “I minorenni rifugiati e migranti, soprattutto quelli che viaggiano da soli, sono particolarmente vulnerabili alla violenza, abusi, sfruttamento e discriminazione; la sfida – spiega Riatti – è riuscire a raggiungerli con il nostro intervento e restituire un volto e un futuro a quelle storie che nella cronaca sono spesso presentate come numeri”.
L’Unicef ha anche lavorato (soprattutto in zone di transito come Roma e Ventimiglia) a sostegno degli irreperibili, ragazzi che si allontanano dalle strutture di accoglienza, diventando così estremamente a rischio di violenze, abusi, sfruttamento anche sessuale e traffico di esseri umani. Nel 2018 l’Unicef ha anche iniziato un programma di rafforzamento del sistema di prevenzione e risposta alla violenza di genere, con un focus sulla violenza sessuale.
“Il contesto operativo di riferimento, alla base dell’azione dell’Unicef in Italia, è la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, di cui quest’anno ricorrono i 30 anni dall’approvazione. Gli interventi, in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, vogliono realizzare le condizioni di inclusione e uguaglianza, senza alcuna esclusione. Investire nei target approvati dalla comunità internazionale è necessario per realizzare il superiore interesse dei minorenni coinvolti nei processi di migrazione”, sottolinea il presidente dell’Unicef Italia, Francesco Samengo.

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