Diciotti: Rete legale migranti, “venga fatta chiarezza”

“Il ricorso non è finalizzato esclusivamente a ottenere un risarcimento danni”, ma vuole verificare se effettivamente “c’è stato un comportamento non conforme in tema di rispetto dei diritti”. Lo hanno detto oggi a Roma i responsabili della Rete legale migranti in transito, commentando i due ricorsi: uno al tribunale civile di Roma e uno alla Corte europea dei diritti dell’Uomo, fatti per conto di 42 migranti che nel settembre scorso sono stati trattenuti a bordo della nave Diciotti. La Rete legale – composta da A buon diritto onlus, Baobab experience, Consiglio italiano per i rifugiati, Radicali Roma –, nella giornata di oggi ha presentato i risultati di un anno di attività di tutela di 342 cittadini stranieri richiedenti asilo, beneficiari di protezione, transitanti, presi in carico nel 2018. Tra loro, i 42 migranti, tra cui anche donne e una coppia con un figlio minorenne, che hanno presentato il ricorso. L’azione legale, spiega l’avvocato Alessandro Ferrara, curatore della stessa, “chiede l’accertamento della violazione della libertà personale dei migranti che sono stati trattenuti per 10 giorni senza un provvedimento dell’autorità giudiziaria”. La cifra richiesta, spiega Ferrara, da 42mila a 71mila euro, è “cumulativa” ed è data “dai parametri europei che prevedono una somma di 174 euro al giorno per illegittimo trattenimento”. Tuttavia, precisano i responsabili della Rete legale, “il risarcimento potrà essere anche simbolico, di un solo euro, l’importante è che venga fatta chiarezza su quel comportamento”.

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