Robotica: la mano bionica è realtà. Presentati all’Accademia dei lincei i risultati di 10 anni di ricerca

Orientarsi nello spazio anche al buio, andare alla ricerca di un oggetto su un tavolo anche a occhi chiusi, percepirne consistenza, forma, posizione e dimensioni senza doverlo guardare. La mano bionica è realtà: arriva ed è stata sperimentata in Italia la prima mano bionica in grado di dare in tempo reale queste sensazioni ai pazienti amputati (ovvero in termini tecnici dotata di un feedback contemporaneamente sia sulla posizione delle dita nello spazi sia tattile) in modo comparabile a una mano naturale perché lo fa attraverso i nervi residui del moncherino. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science Robotics  epresentati questa mattina a Roma, presso l’Accademia dei lincei. La pubblicazione giunge a coronamento di dieci anni di ricerca scientifica del gruppo di scienziati che le ha dato la luce, coordinati dal professor Silvestro Micera, docente di bioingegneria presso l’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant’Anna e presso l’Ecole Polytechnique Federale di Losanna e dal professor Paolo Maria Rossini, direttore dell’Area di neuroscienze della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs – Università Cattolica sede di Roma. È stato fondamentale il contributo di altri prestigiosi centri di ricerca europei come le Università di Cagliari, Montpellier e Friburgo (Germania) ed i successivi finanziamenti della Commissione europea, del Centro di Competenza svizzero in Robotica (Nccr Robotics), della Fondazione Bertarelli oltre che di una ricerca finalizzata del ministero della Salute.

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