Abusi: mons. Russo, “necessaria collaborazione con autorità civili. A breve consultazione tra vescovi su obbligo denuncia”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“La collaborazione attiva” con le autorità civili “è necessaria per prendere di petto il problema degli abusi sui minori: va fatta secondo verità e giustizia, superando ogni atteggiamento di chiusura o nascondimento, altamente lesivo per la credibilità della Chiesa”. Ad affermarlo in un’intervista pubblicata oggi sul “Corriere della sera” è mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, secondo il quale, “una volta valutata la verosimiglianza di una notizia di reato, occorrerebbe segnalarla all’autorità competente, nel rispetto della legge civile e della privacy della vittima e dei suoi familiari”. “Anche su questo – annuncia – nei prossimi mesi ci sarà un’ampia consultazione tra i vescovi”. Ad una domanda sul perché nel Servizio nazionale per la tutela dei minori appena istituito dalla Cei non figuri alcuna vittima, il segretario generale risponde: “Le finalità del Servizio sono legate soprattutto ad assicurare un supporto al territorio, a partire dalle diocesi, con l’offerta di proposte che sollecitino e aiutino la costituzione in loco di referenti – uomini e donne – attenti a promuovere ambienti sani e sicuri. Diversi membri del Servizio, comunque, sono da anni impegnati nell’ascolto e nell’accompagnamento delle vittime”. Per mons. Russo, “ogni volta che si è preferito occultare – illudendosi, ad esempio, che bastasse cambiare destinazione al colpevole – si è favorito il radicamento di questo reato. In questo modo, inoltre, si è contribuito a ferire ulteriormente le vittime, che si sono viste privare di ogni giustizia. Vanno recuperate responsabilità, capacità di chiamare le cose per nome e trasparenza”.

 

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