Papa Francesco: udienza, “non si può pregare come i pappagalli”

foto SIR/Marco Calvarese

“Non si può pregare come i pappagalli: o entri nel mistero, consapevole che Dio è tuo padre, o non preghi”. Il Papa ha cominciato con queste parole a braccio l’udienza di oggi, che “si sviluppa in due posti”, ha ricordato: “Ho fatto un incontro con i fedeli di Benevento, che erano nella basilica di San Pietro, e adesso con voi. È dovuto alla delicatezza della Prefettura della Casa Pontificia, non voleva che voi prendeste freddo”. “Il primo passo di ogni preghiera cristiana è l’ingresso in un mistero, quello della paternità di Dio”, ha spiegato Francesco continuando il ciclo di catechesi sul Padre Nostro: “Per capire in che misura Dio ci è padre, noi pensiamo alle figure dei nostri genitori, ma dobbiamo sempre in qualche misura ‘raffinarle’, purificarle. Lo dice anche il Catechismo della Chiesa Cattolica: ‘La purificazione del cuore concerne le immagini paterne e materne, quali si sono configurate nella nostra storia personale e culturale, e che influiscono sulla nostra relazione con Dio'”. “Nessuno di noi ha avuto genitori perfetti, nessuno”, ha osservato il Papa: “Come noi, a nostra volta, non saremo mai genitori, o pastori, perfetti. Tutti abbiamo difetti, tutti. Le nostre relazioni di amore le viviamo sempre sotto il segno dei nostri limiti e anche del nostro egoismo, perciò sono spesso inquinate da desideri di possesso o di manipolazione dell’altro. Per questo a volte le dichiarazioni di amore si tramutano in sentimenti di rabbia e di ostilità”. “Ma guarda, questi due si amavano tanto la settimana scorsa, oggi si odiano a morte”, l’esempio citato a braccio da Francesco: “Questo lo vediamo tutti i giorni. Tutti abbiamo radici amare dentro che non sono buone, e a volte escono e fanno del male”. Ecco perché, quando parliamo di Dio come “padre” – il consiglio del Papa – “mentre pensiamo all’immagine dei nostri genitori, specialmente se ci hanno voluto bene, nello stesso tempo dobbiamo andare oltre. L’amore di Dio è quello del Padre ‘che è nei cieli’, secondo l’espressione che ci invita ad usare Gesù: è l’amore totale che noi in questa vita assaporiamo solo in maniera imperfetta”. “Gli uomini e le donne sono eternamente mendicanti di amore”, la tesi di Francesco: “Cercano un luogo dove essere finalmente amati, ma non lo trovano. Noi siamo mendicanti di amore, abbiamo bisogno di amore”. “Quante amicizie e quanti amori delusi ci sono nel nostro mondo!”, ha esclamato il Papa: “Tanti”.

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