Papa Francesco: udienza, l’amore umano ha “natura ambivalente”. “Quante volte abbiamo amato in maniera debole e intermittente”

foto SIR/Marco Calvarese

“Il dio greco dell’amore, nella mitologia, è quello più tragico in assoluto: non si capisce se sia un essere angelico oppure un demone”. Lo ha detto il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi ha citato anche il Simposio di Platone. “La mitologia dice che è figlio di Poros e di Penía, cioè della scaltrezza e della povertà, destinato a portare in sé stesso un po’ della fisionomia di questi genitori”, ha ricordato Francesco a proposito della “natura ambivalente dell’amore umano”: “È vero, è ambivalente – ha commentato – capace di fiorire e di vivere prepotente in un’ora del giorno, e subito dopo appassire e morire; quello che afferra, gli sfugge sempre via”. Dalla citazione di Platone il Papa è passato alla citazione di un’espressione del profeta Osea, che “inquadra in maniera impietosa la congenita debolezza del nostro amore”: “Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all’alba svanisce”. “Ecco che cos’è spesso il nostro amore”, ha commentato Francesco: “Una promessa che si fatica a mantenere, un tentativo che presto inaridisce e svapora, un po’ come quando al mattino esce il sole e si porta via la rugiada della notte”. “Quante volte noi uomini abbiamo amato in questa maniera così debole e intermittente”, l’analisi del Papa, che ha aggiunto a braccio: “Tutti ne abbiamo l’esperienza. Abbiamo amato e poi è caduto quell’amore, o è diventato debole. Desiderosi di voler bene, ci siamo poi scontrati con i nostri limiti, con la povertà delle nostre forze: incapaci di mantenere una promessa che nei giorni di grazia ci sembrava facile da realizzare”. “In fondo anche l’apostolo Pietro ha avuto paura e ha dovuto fuggire”, ha sottolineato Francesco: “L’apostolo Pietro non è stato fedele all’amore di Gesù: sempre c’è questa debolezza che ci fa cadere. Siamo mendicanti che nel cammino rischiano di non trovare mai completamente quel tesoro che cercano fin dal primo giorno della loro vita: l’amore”.

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