Migrazioni: Negro (Fcei), corridoi umanitari strumento per contrastare il business dei trafficanti

Il “business dei trafficanti” si può contrastare con il progetto dei corridoi umanitari e “non, come qualcuno pensa,  prendendosela con le navi che portano soccorso in mare”. Lo ha affermato Luca Negro, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), intervenendo a “Siamo noi l’Europa che accoglie”, l’evento che conclude la campagna di raccolta firme di “Welcoming Europe. Per un’Europa che accoglie”, l’Iniziativa dei Cittadini europei lanciata da oltre 140 organizzazione della società civile e rivolta alla Commissione Ue per cambiare alcune norme in materia di tutela dei diritti e migrazioni. Tra gli obiettivi della Campagna ci sono la decriminalizzazione degli atti di solidarietà, la creazione di corridoi umanitari per i rifugiati, la tutela delle vittime di abusi alle frontiere.

“Contrapporre l’esperienza dei corridoi umanitari, che rappresenta una buona prassi e una soluzione pulita, all’iniziativa di ricerca e soccorso in mare non ha senso”, ha sottolineato Negro che ha voluto ribadire il sostegno “alle Ong come Open Arms e See watch”. A tre anni dall’implementazione dei corridoi umanitari, grazie all’iniziativa congiunta delle Chiese cristiane, cattolica e protestante, “il sogno – ha confidato Negro – è che si possano creare dei corridoi europei, anche dalla Libia”.

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