Land grabbing: Caritas, “adattare il diritto internazionale”. “Rispetto nei confronti di chi lotta per sopravvivere da parte dei governi locali”

“Intervenire in maniera più chiara e decisa per adattare il diritto internazionale a questo tipo di scenario globale che non smette di cambiare. Inoltre, il land grabbing è un fenomeno complesso che comprende in sé molteplici interessi, politici ed economici, che interferiscono nella sfera sociale”. Lo scrive la Caritas Italiana nel 44° dossier dal titolo “Terra bruciata. Il land grabbing forma di colonialismo” pubblicato oggi in occasione della Giornata mondiale della giustizia sociale. “Anche l’Italia ha investito su 1 milione e 100 mila ettari, stipulando 30 contratti in 13 Stati. La maggioranza dei Paesi target dell’investimento italiano sono in Africa e in Romania, con l’appropriazione di terre volte allo sfruttamento nel settore energetico attraverso la produzione di biocombustibili e anche sviluppo di agroindustria”, prosegue il dossier: “In un contesto ideale, agricoltori e consumatori del Nord e del Sud dovrebbero lavorare insieme per un diritto fondamentale che è quello di chi lavora la terra, sostenendo l’economia agricola familiare. Messi di fronte all’ampia casistica del land grabbing, che questo rapporto arricchisce ulteriormente approfondendone le modalità e i processi, vale forse la pena di scoprire quali siano le costanti di questi giganteschi fenomeni di ‘appropriazione’ di spazi e ricchezze del nostro pianeta”. La Caritas nota che “in molti Paesi in via di sviluppo, i governi preferiscano svendere la propria terra senza consentire le relative tutele nei confronti della sua popolazione. Lo sfruttamento delle terre anche da parte degli stessi governi, vanifica tutti gli sforzi fatti dalla società civile per portare alla luce le relative problematiche scaturite dal fenomeno limitando gli strumenti necessari per contrastarne gli abusi”. “Rimane essenziale il dialogo tra i governi dei Paesi target che sostengono questo business e chi alimenta il land grabbing e l’accaparramento delle terre per supportare e attuare politiche più idonee e trasparenti per il rispetto dei diritti dell’uso della terra. È quindi necessaria una continua azione di persuasione – conclude la Caritas – affinché da parte dei governi locali ci sia rispetto nei confronti di chi lotta per sopravvivere”.

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