Francia: Camus (Osservatorio per le disuguaglianze), “incomprensibile rumore di fondo antisemita da oltre vent’anni”

“Questa violenza rivela una forma di disprezzo di se stessi, come se i francesi non si amassero più”. Jean-Yves Camus, direttore dell’Osservatorio francese per le disuguaglianze, e lui stesso di origini ebree, in una intervista apparsa sulla Croix oggi riflette sull’antisemitismo in Francia. Camus denuncia un “incomprensibile rumore di fondo antisemita da oltre vent’anni”, che cresce quando si acuiscono le tensioni in Medio Oriente. Se con i gilet gialli c’è stata “una liberazione della parola”, il movimento non è di per sé antisemita. Secondo Camus, dai tempi della campagna presidenziale di Macron, incarnazione della “finanza cosmopolita”, è cresciuto il “fantasma di un presidente che mangia nelle mani dei ricchi” e quindi una corrente che mette alla gogna le élite, l’oligarchia, i banchieri. Come contrastare l’antisemitismo? È una questione da affrontare non solo alla logica del “garantire l’ordine”, perché è implicata una “dimensione metafisica che rinvia all’identità del giudaismo”, l’antisemitismo come “forma di gelosia di fronte alla missione specifica del popolo ebraico”, spiega Camus. Certo potrebbero fare di più “i giganti del web”, reticenti a introdurre controlli sui contenuti, o “sanzioni” in particolare nell’ambiente scolastico. Così come “occorrerebbe demitizzare il giudaismo, spiegarlo”. C’è anche l’elemento della “scomparsa della trascendenza” in questo mondo postmoderno e individualista” alla base della ricomparsa dei pregiudizi antisemiti.

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