Economia: Tria (ministro), “prematuro parlare di manovra correttiva”

“In merito alla domanda sull’eventuale manovra correttiva nel 2019, risulta alquanto prematuro esprimersi in tal senso, a poco più di due mesi dal confronto con le istituzioni dell’Unione europea, che – ricordo – hanno valutato positivamente la manovra economico-finanziaria a seguito del negoziato che è stato portato avanti”. Così ha risposto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, a un’interrogazione durante il Question Time alla Camera dei deputati, oggi pomeriggio. “Certamente nel prossimo Def – ha proseguito – si aggiorneranno le previsioni economiche alla luce dei dati finali di contabilità e con il consuntivo di finanza pubblica. Tale aggiornamento porterà alla usuale valutazione strategica del Governo nell’orizzonte del Def ed alla verifica dei saldi che saranno oggetto del consueto confronto con la Commissione europea”.
Ad ulteriore garanzia del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, ha specificato Tria, “la legge di bilancio 2019-2021 contiene, com’è noto, un’apposita disposizione in materia di monitoraggio dei conti pubblici. Per l’anno 2019, le dotazioni del bilancio dello Stato in termini di competenza e cassa sono accantonate e rese indisponibili per un importo complessivo pari a 2 miliardi di euro; il monitoraggio degli andamenti tendenziali di finanza pubblica effettuato con il Documento di economia e finanza è aggiornato entro il mese di luglio. Qualora da tale monitoraggio gli andamenti tendenziali dei conti pubblici risultino coerenti con il raggiungimento degli obiettivi programmatici per l’esercizio 2019, valutati al netto delle maggiori entrate derivanti dalle operazioni di dismissione degli immobili pubblici, gli accantonamenti di cui appunto al comma 1.118, con delibera del Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’economia e delle finanze, possono essere resi disponibili. Questi margini di riserva al momento paiono più che sufficienti”.
Infine, il ministro ha precisato: “Se l’economia dovesse crescere meno del previsto, cosa che ci auguriamo non accada, la proiezione del saldo di bilancio potrà essere rivista, a condizione che ciò non derivi unicamente dalla congiuntura economica: questo all’evidente scopo di evitare politiche di bilancio procicliche, che aggraverebbero la flessione congiunturale”.

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