Diocesi: Venezia, il nigeriano Benedict Ndubueze Ejeh è il nuovo preside della Facoltà di Diritto canonico San Pio X

Nuovo preside per la Facoltà di diritto canonico San Pio X di Venezia: è il nigeriano don Benedict Ndubueze Ejeh. Lo ha annunciato questa mattina il patriarca e gran cancelliere della Facoltà, mons. Francesco Moraglia, a docenti e studenti riuniti nel Palazzo patriarcale di Venezia. Don Ejeh – già vicepreside della Facoltà veneziana – è nato in Nigeria nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Ha poi conseguito il baccalaureato in filosofia e in teologia presso l’Istituto Teologico del Seminario di Enugu affiliato alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, la licenza e il dottorato in diritto canonico alla Pontificia Università della Santa Croce di Roma nonché un diploma di specializzazione in giurisprudenza canonica matrimoniale. Attualmente, qui a Venezia, insegna Diritto del popolo di Dio e Diritto matrimoniale. Subentra così a mons. Giuliano Brugnotto, preside della Facoltà San Pio X dal 2014 ad oggi e da alcuni mesi rettore del Seminario vescovile di Treviso. Mons. Brugnotto continuerà, in ogni caso, a collaborare con la Facoltà.
La Facoltà di diritto canonico San Pio X di Venezia è stata costituita nel 1902 come Istituto di diritto canonico presso il Seminario patriarcale di Venezia, che aprì le sue porte nell’anno accademico 1902-1903. Tre anni dopo il patriarca Giuseppe Sarto, eletto Pontefice con il nome di Pio X, erigeva la Facoltà con il potere di conferire i gradi accademici. Dopo la sospensione delle attività con l’anno accademico 1931-1932, nell’ottobre 2003 il nuovo Istituto di diritto canonico riprese i corsi. Dall’anno 2014/2015 la Facoltà è sostenuta direttamente dal Patriarcato di Venezia con il coinvolgimento delle altre diocesi della Regione ecclesiastica triveneta e collabora con la Facoltà Teologica del Triveneto e con altre Facoltà ecclesiastiche.  Oggi è frequentata da oltre 120 allievi (tra licenza e dottorato): sacerdoti (provenienti da Triveneto e Nord Italia ma anche da America Latina, Africa, Asia ed Europa dell’Est)  e laici, uomini e donne, avvocati, giuristi o dipendenti di uffici di Curia.

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