Papa Francesco: a Movimento per la vita, “prima pietra del bene comune la difesa della vita di coloro che stanno per nascere”

“Se la vita stessa viene violata nel suo sorgere, ciò che rimane non è più l’accoglienza grata e stupita del dono, bensì un freddo calcolo di quanto abbiamo e di ciò di cui possiamo disporre. Allora anche la vita si riduce a bene di consumo, da usare e gettare, per noi stessi e per gli altri”. Lo ha detto Papa Francesco stamani nel suo discorso ai membri del Consiglio direttivo del Movimento per la Vita italiano, ricevuti stamani in udienza in Vaticano, in occasione della 41ª Giornata nazionale per la vita, che sarà celebrata in tutte le diocesi domani. Indicando la presenza di giovani nel Consiglio direttivo, il pontefice lo ha indicato come “un particolare segno di consolazione”. In vista della Giornata per la vita di domani, il Papa rivolge un appello a tutti i politici, perché “a prescindere dalle convinzioni di fede di ognuno, pongano come prima pietra del bene comune la difesa della vita di coloro che stanno per nascere e fare il loro ingresso nella società, alla quale vengono a portare novità, futuro e speranza”. Rivolgendosi ancora ai politici, l’invito di Francesco è a non lasciarsi “condizionare da logiche che mirano al successo personale o a interessi solo immediati o di parte, ma guardino sempre lontano, e con il cuore guardino a tutti”. “Chiediamo con fiducia a Dio che la Giornata per la Vita che stiamo per celebrare porti una boccata di aria pulita – ha concluso il pontefice -, consenta a tutti di riflettere e impegnarsi con generosità, a partire dalle famiglie e da quanti operano in ruoli di responsabilità al servizio della vita”.

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