Giornata vita consacrata: mons. Semeraro (Albano), “verginità e celibato è relazione intima e totale con Cristo”

“Verginità feconda” è il titolo della lettera pastorale al presbiterio e alle persone consacrate che il vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro, ha consegnato oggi in occasione della Giornata per la vita consacrata. La riflessione parte dai verbi donare e accogliere: il primo “è riferito a Dio Padre, il quale ci ha fatto il dono del suo Figlio”, il secondo “è, invece, riferito a noi e descrive il nostro atteggiamento filiale dinanzi a Dio”. Se “verginità è accoglienza” e “fecondità è dono”, queste realtà si uniscono in Maria, che coinvolge in questo mistero tutti i cristiani e “rimanda pure alla scelta di vita di tanti e tante che nella Chiesa si sono donati a Dio nella modalità verginale della vita” sottolinea mons. Semeraro. Con l’obiettivo di “manifestare comunione e stima e offrire incoraggiamento alle tante persone di vita consacrata che abitano e operano nella nostra Chiesa di Albano”, il presule scrive che “consacrarsi mediante il voto di verginità, o la promessa di celibato vuol dire, dunque, mettersi in una relazione intima, personale e totale con Cristo”, in una imitazione e sequela “letterale, fisica e continua: non solo geografica, ma anche temporale e senza alcun limite”. In un passaggio sui “drammi di abuso di cui tanto soffre la Chiesa” in rapporto al celibato, il vescovo di Albano insiste sulla motivazione di una scelta in cui si ha “per Cristo un tale innamoramento, da mettere da parte tutto, perfino la possibilità di sposarsi, per condividere la sua forma di vita totalmente donata”.

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