Funerali bambino ucciso a Cardito: mons. Caputo (Pompei), no “ad una lucida insania, ad una folle abitudine al male”

“Cosa possiamo fare noi, uomini e donne, normali, come potremmo evitare che la violenza continui a regnare nella nostra società, pur moderna e civile?”. Questa la domanda posta da mons. Tommaso Caputo, arcivescovo di Pompei, nei funerali, oggi pomeriggio, nella parrocchia San Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria, del piccolo Giuseppe Dorice, ucciso, domenica scorsa, dal compagno della madre a Cardito.
“Tutti noi dovremmo voltare le spalle, definitivamente, senza ripensamenti e senza voltarci indietro, a ciò che ti ha portato via: il disamore, l’aggressività, il sopruso, l’insofferenza, le frustrazioni, certo”, la risposta del presule, per il quale, però, questo non basta: “Dovremmo abbandonare una sempre più diffusa cognizione del male che, per assurdo, diventa leggera, eterea, lo banalizza, lo riduce a normalità. Quasi che non si prendesse nella giusta considerazione”.
Per mons. Caputo, “questo atteggiamento, inevitabilmente, porta ad una lucida insania, ad una folle abitudine al male. Ci fa diventare indifferenti e ci impedisce, inoltre, di cogliere i momenti e le situazioni di crisi”.
Anche “le istituzioni – ha evidenziato l’arcivescovo – fanno sempre più fatica ad approntare interventi adeguati e soprattutto a mettere in atto misure di prevenzione”. Perciò, “è necessaria più attenzione per il prossimo, più cura per chi è in difficoltà. È doveroso, in questo momento di grande dolore collettivo, un sussulto di coraggio, riconoscerci e sentirci realmente fratelli, facendoci carico delle sofferenze degli altri”.
Secondo il presule, “la forza per riuscire a farlo può venirci dall’Eucaristia che stiamo vivendo assieme, dal sacrificio di Cristo sulla croce, dalla sua Risurrezione, da questo momento di preghiera e di fratellanza, in cui il Bene, con tutta la sua forza e con la tenerezza che viene da Maria, insorge contro il male, per ricacciarlo nelle retrovie. Tu, Giuseppe ci aiuti a farlo, perché al male hai pagato il prezzo più alto che potevi, la vita”.
E, ha concluso, “noi crediamo, caro Giuseppe, che il Signore stia mostrando al tuo sguardo terrificato il cielo nuovo e la nuova terra, la dimora in cui la nostra Mamma celeste, la Beata Vergine del Rosario, ti sta accogliendo tra le sue braccia amorose per darti la vera pace”.

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