Diocesi: Acerra, domani sera mons. Di Donna inizia la sua prima Visita pastorale per “riportare il Vangelo nelle case e nelle strade”

Dopo cinque anni ad Acerra, il vescovo Antonio Di Donna darà inizio domani sera alle ore 18 in cattedrale alla sua prima Visita pastorale con una celebrazione eucaristica. Per “verificare lo ‘stato di salute’ della diocesi, fare il punto della situazione e programmare le tappe ulteriori da percorrere”, scrive il presule in una lettera indirizzata a sacerdoti e fedeli. Si tratta di un tempo particolare di “grazia” per capire “in quale misura” gli Orientamenti pastorali “Riscaldare il cuore”, che il vescovo consegnò proprio cinque anni fa alla diocesi, “sono stati accolti nella vita ordinaria delle nostre comunità”. Ma anche “un’occasione preziosa per una mutua conoscenza tra il pastore e il popolo di Dio a lui affidato”.
Certamente, scrive ancora il vescovo, “il primo posto spetta alle persone”, per cui “nessuno deve sentirsi escluso, credente o non credente”, soprattutto “i poveri, i feriti dalla vita e i ‘lontani’”.
In realtà, “la nostra realtà diocesana consente al vescovo di avere già ordinariamente un rapporto piuttosto stretto e personale”, perciò “fin dai primi giorni della mia presenza ad Acerra la sincerità e l’intensità del mio affetto per voi tutti mi hanno spinto a visitarvi, a frequentarvi, a parlarvi, a stare il più possibile in mezzo a voi”. Oggi “questo stesso amore mi spinge a venire a visitarvi, per conoscere meglio voi e le vostre comunità nella vostra vita quotidiana”.
Secondo mons. Di Donna, “la Visita non deve essere ritenuta di ‘routine’, non può lasciare le cose così come sono, non può esaurirsi in se stessa, ma deve orientare a un rinnovamento delle nostre comunità, apportando, se necessario, anche dei cambiamenti perché la nostra Chiesa sia una comunità viva, segno di salvezza nel territorio”. E allo stesso tempo è necessaria una Visita “mirata”, per “vedere come si celebra l’Eucarestia domenicale e come si fa catechesi” e “quale attenzione si dà alle famiglie e ai giovani”.
Scopo della Visita è “consolidare la comunione con Dio ma anche fraterna”, perché “il vescovo è al servizio dell’unità e non un burocrate”. Perciò il presule chiede di “curare bene le tappe di questo evento di grazia”, con l’unico scopo di “riportare il Vangelo nelle case, tornare nelle strade a proporre la fede a ciascuna persona, una per una”.
Infine, scrive il mons. Di Donna, “la Visita pastorale vuole fare anche il punto sulla situazione morale della nostra società”, con particolare attenzione al “dramma umanitario dell’inquinamento ambientale”, perché “cresca nelle nostre comunità l’educazione alla pace, alla giustizia e alla salvaguardia del creato”, e diventare così veramente “custodi della ‘casa comune’”.

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