Crollo diga in Brasile: frei Peret, “molte famiglie colpite e il fango tossico avanza nel rio San Francisco”

È trascorsa una settimana dalla tragedia di Brumadinho (Brasile, Stato di Minas Gerais), dove la scorsa settimana la rottura di due dighe nella miniera di ferro di proprietà della Vale ha causato l’ancora provvisorio bilancio di 110 morti, cui si aggiungono 138 persone ancora disperse e che ormai si dispera di trovare in vita. Frei Rodrigo Peret, francescano che vive a Belo Horizonte, particolarmente attivo nelle battaglie per il creato e membro del direttivo della rete continentale latinoamericana Iglesias y Minería, traccia per il Sir un bilancio di questa settimana: “Le questioni aperte sono molte – dice – a cominciare dalla ricerca delle vittime. Oltre a coloro che sono morti, c’è da fare un censimento delle famiglie che sono state danneggiate dalla tragedia, non solo nel caso abbiano perso dei parenti, ma anche perché molti sono rimasti da un momento all’altro, per esempio, senza la propria terra, le loro cose, i loro mezzi di sostentamento”. L’altra grande questione, prosegue il religioso, “è quella ambientale. Parte del fango contaminato è già finito dal rio Paraopebas al più grande rio San Francisco. Il fango distrugge l’habitat del corso d’acqua, i pesci muoiono, è un grosso problema anche per quelle famiglie che vivono di pesca”.

E c’è poi il problema di quello che farà la società Vale, delle accuse e del futuro, non solo di questo impianto ma anche di molti altri simili: “La miniera è l’azienda più grande del territorio – prosegue frei Peret – ed è molto influente. Ma abbiamo l’opportunità di avviare un dibattito su un diverso modello di sviluppo, superando questo estrattivismo. In questo ha un ruolo importante anche la Chiesa, che sta facendo sentire la sua voce. In questa zona del Brasile essa ha una grossa influenza sulla popolazione. Dobbiamo tra l’altro fare presente che, anche quando le dighe non crollano, questi bacini minerari inquinano ogni giorno, lentamente, spargendo veleni sul terreno”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori