Crollo diga in Brasile: Conferenza dei religiosi, “cambiare modello di sviluppo”

“Noi religiosi e religiose del Brasile, gridiamo chiedendo giustizia, davanti a un sistema che privilegia lo sfruttamento e il profitto a scapito della vita nelle sue forme più varie”. Lo scrive in una nota la Conferenza dei religiosi del Brasile (Crb Nacional), manifestando la propria “indignazione” in riferimento alla tragedia di Brumadinho, dove sono crollate due dighe della miniera di ferro della Vale, con il tragico provvisorio bilancio di 110 vittime accertate e 138 dispersi. Prosegue la nota: “Tre anni dopo la rottura della diga a Mariana, siamo di nuovo colpiti da un’altra tragedia legata alla Vale, a dimostrazione del fatto che gli errori del passato non ci hanno insegnato nulla. Assistiamo ogni giorno alla cultura dello scarto, come ci avverte ripetutamente papa Francisco”. Secondo i religiosi e le religiose del Brasile, “la nostra casa comune soffre dell’attuale politica delle licenze per l’attività mineraria e dell’inefficienza dei governi, che non riescono a controllare e a monitorare le dighe di scarico minerario. C’è un urgente bisogno di adottare adeguate misure, per evitare simili nuove tragedie in un contesto di reale insicurezza”. Prosegue la Crb: “Il contesto attuale ci costringe a riflettere seriamente sul nostro modello di vita e di produzione, nonché a rivedere la nostra concezione dello sviluppo”.

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