Cattolici e politica: Galli della Loggia (giornalista), “una voce che manca al dibattito”

“La questione dell’impegno dei cattolici in politica torna di nuovo a porsi oggi, in conseguenza di quanto è accaduto alle ultime elezioni: la fine del bipolarismo”. Lo scrive il giornalista Ernesto Galli della Loggia nel numero di febbraio di Vita pastorale, anticipato al Sir. “Si è aperto nel sistema politico italiano – secondo il giornalista – un grande vuoto, lo spazio potenziale per una nuova formazione”. Sostenendo che “oggi il vuoto creatosi nel sistema non è più, come nel secolo scorso, in un luogo preciso, vale a dire al centro”, Galli della Loggia afferma che “oggi il vuoto è in un certo senso ubiquo, in un luogo indeterminato dello spettro politico-parlamentare e quindi richiede che per riempirlo si compia preliminarmente una scelta di tipo politico-ideologico”. Ma – avverte – una scelta simile “non è affatto facile per i cattolici in quanto cattolici”. “In Italia, un partito cattolico o di cattolici è impossibile: perché prima di essere tale sarebbe innanzi tutto un partito di destra, di centro o di sinistra”. “Eppure – aggiunge -, chi vive l’attuale situazione del Paese con l’angosciata passione che si richiede avverte quanto manchi oggi alla vita pubblica italiana l’apporto dei cattolici. E avverte quanto ciò sia negativo”. In particolare, secondo il giornalista a mancare è “la voce della coscienza cristiana”. “Un’assenza dal discorso pubblico tanto più grave in quanto la crisi attuale ci appare una crisi che sta investendo le ragioni del nostro stesso stare insieme in una comunità nazionale. Appare cioè sempre di più una crisi anche di valori”.

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