Società: Taranto, a maggio arriva la Biennale della Prossimità. Coinvolta anche la diocesi

La Biennale della Prossimità arriva per la prima volta nel Mezzogiorno. Dopo Genova e Bologna, la manifestazione nazionale sarà a Taranto dal 16 al 19 maggio e la città si prepara ad accogliere operatori ed esperti del Terzo settore e del mondo del volontariato, dai gruppi di acquisto ai comitati di cittadini che si prendono cura del territorio, dalle esperienze di co-housing ai supermercati solidali. Anche la diocesi di Taranto è in prima linea nell’organizzazione. Una delegazione del comitato organizzativo della Biennale della Prossimità ha incontrato, in arcivescovado, operatori culturali e sociali del centro storico, per presentare l’idea e condividerne il percorso. A fare gli “onori di casa” mons. Emanuele Ferro, portavoce dell’arcidiocesi e parroco del duomo basilica “San Cataldo”, che nell’occasione ha dichiarato: “‘Farsi prossimo’ è praticamente la cifra unica del cristianesimo, il rendersi vicino a chi ha più bisogno, come il rendersi ‘compagni di viaggio’ è proprio la missione cristiana; questo tema è di per sé un ottimo auspicio per chi crede in questo valore. Si auspica soprattutto che in questa occasione venga coinvolta attivamente la popolazione; questo avviene quando c’è desiderio di ‘ascoltare’, comprendere, apprezzare e stimare l’altro: solo così ci può essere un vero coinvolgimento delle persone”. Workshop, corner tematici, giochi e racconti di esperienze, proposti da associazioni e organismi, pubblici e privati, toccheranno dunque anche temi sensibili per gli abitanti della parte antica di Taranto, dalla illegalità diffusa all’assenza di lavoro, dalla valorizzazione e l’innovazione di attività come la mitilicoltura o la pesca, al turismo. “Siamo felici per la perfetta sintonia instauratasi subito con i partecipanti, in particolare con mons. Emanuele Ferro – ha detto Daniele Ferrocino, codirettore nazionale della Biennale della Prossimità – in quanto da sempre la Biennale mira a coinvolgere e rendere partecipi le persone che ci ospitano per quattro giorni”.

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