Tutela salute: mons. Russo (segretario Cei), “un welfare generativo compartecipato per superare la crisi”

foto SIR/Marco Calvarese

“Senza etica non c’è sistema che tenga; senza società, senza un gruppo, nel quale l’uomo può definirsi e riconoscersi, non c’è nemmeno salute”. Lo ha detto il Segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo, nella prolusione pronunciata al convegno “Tutela della salute: un diritto ancora esigibile?”, organizzato dalla Piccola Casa della Divina Provvidenza, oggi pomeriggio, a Torino. “Se l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico ci dice che il 20/30% del danaro messo a disposizione per la sanità è sprecato – ha aggiunto il vescovo -, questo significa che il sistema non funziona soltanto per motivi organizzativi, ma anzitutto perché manca di coscienza”. In quest’ottica, promuovere un “welfare generativo compartecipato” potrà “aiutarci a iniziare quel lungo percorso che ci aspetta per superare questo momento di crisi”. Una soluzione cui va accostata, secondo il segretario generale della Cei, “una prossimità reale che, mentre lavora per la giustizia e la legalità non aspetta, si rimbocca le maniche e opera perché quell’uomo che incontra sulla strada riceva segni di salute e di salvezza”. Ricordando “l’importante apporto offerto alla società dalle istituzioni sanitarie di matrice ecclesiale”, mons. Russo ha segnalato che “nel tempo hanno donato luoghi di cura davvero di eccellenza e che contribuiscono a un risparmio della spesa statale annuo nel settore sanitario che si aggira attorno a un miliardo e duecento milioni di euro”. Infine, rivolgendosi ai responsabili della cosa pubblica, il vescovo ha chiesto “un’applicazione del principio di sussidiarietà che riconosca il servizio di matrice ecclesiale parte della rete nazionale e regionale, con tutti i diritti e i doveri che ne conseguono”.

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