Tutela salute: mons. Russo (segretario Cei), “creare le condizioni perché nessuno chieda la morte”

foto SIR/Marco Calvarese

“L’accesso alle cure sanitarie sta diventando un privilegio per pochi, le liste di attesa sono più lunghe per la diminuzione di professionisti, i ticket di compartecipazione in aumento”. Lo ha detto il Segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo, nella prolusione pronunciata al convegno “Tutela della salute: un diritto ancora esigibile?”, organizzato dalla Piccola Casa della Divina Provvidenza, oggi pomeriggio, a Torino. “Se la spesa privata in materia di sanità arriva a lambire i quaranta miliardi di euro per potersi curare, si è di fronte a un dilemma: o ti impoverisci o rinunci alle cure. Questo tema ha toccato lo scorso anno oltre un milione e trecento mila nuclei familiari”, ha aggiunto il vescovo. Mons. Russo ha indicato poi la correlazione tra “la povertà sociale” e “la povertà di salute”. “Se uniamo a questo fenomeno l’aumento delle malattie croniche e l’investimento economico necessario per curarle, la situazione si complica ulteriormente”. In questo quadro si inserisce il ruolo della Chiesa, “un ospedale da campo”, il cui impegno supera la visione secondo cui “il profitto è prospettiva predominante”. “Prima di considerare se sia giusto o meno dare la morte a chi la chiede, dovremmo creare le condizioni utili affinché nessuno la domandi per disperazione, solitudine e mancanza di aiuto”.

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