Papa Francesco: Angelus, “idolatria e idoli sono di tutti i tempi”, no a “dispensatori di felicità, venditori di fumo e di morte, professionisti dell’illusione”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Idolatria e idoli sembrano cose di altri tempi, ma in realtà sono di tutti i tempi! Anche di oggi. Descrivono alcuni atteggiamenti contemporanei meglio di molte analisi sociologiche”. Ad esclamarlo è stato il Papa, durante l’Angelus di ieri, in cui ha esortato a “riflettere sul senso profondo dell’avere fede, che consiste nel fidarci totalmente del Signore”. “Si tratta di abbattere gli idoli mondani per aprire il cuore al Dio vivo e vero”, ha spiegato Francesco: “Egli solo può dare alla nostra esistenza quella pienezza tanto desiderata eppure difficile da raggiungere”. “Sono molti, anche ai nostri giorni, quelli che si propongono come dispensatori di felicità”, il grido d’allarme del Papa: “Vengono e promettono successo in tempi brevi, grandi guadagni a portata di mano, soluzioni magiche ad ogni problema, e così via. E qui è facile scivolare senza accorgersi nel peccato contro il primo comandamento: cioè l’idolatria, sostituire Dio con un idolo”. Per Gesù, invece, “siamo chiamati alla felicità, ad essere beati, e lo diventiamo fin da ora nella misura in cui ci mettiamo dalla parte di Dio, del suo Regno, dalla parte di ciò che non è effimero ma dura per la vita eterna. Siamo felici se ci riconosciamo bisognosi davanti a Dio – e questo è molto importante: ‘Signore ho bisogno di te’ – e se, come Lui e con Lui, stiamo vicino ai poveri, agli afflitti e agli affamati. Anche noi lo siamo davanti a Dio: siamo poveri, afflitti, siamo affamati davanti a Dio. Diventiamo capaci di gioia ogni volta che, possedendo dei beni di questo mondo, non ne facciamo degli idoli a cui svendere la nostra anima, ma siamo capaci di condividerli con i nostri fratelli”. “Le Beatitudini di Gesù sono un messaggio decisivo, che ci sprona a non riporre la nostra fiducia nelle cose materiali e passeggere, a non cercare la felicità seguendo i venditori di fumo – che tante volte sono venditori di morte – i professionisti dell’illusione”, il monito di Francesco, secondo il quale “non bisogna seguire costoro, perché sono incapaci di darci speranza. Il Signore ci aiuta ad aprire gli occhi, ad acquisire uno sguardo più penetrante sulla realtà, a guarire dalla miopia cronica che lo spirito mondano ci contagia. Con la sua Parola paradossale ci scuote e ci fa riconoscere ciò che davvero ci arricchisce, ci sazia, ci dà gioia e dignità. Insomma, quello che veramente dà senso e pienezza alla nostra vita”.

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