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Incontro abusi in Vaticano: card. Cupich (Chicago), “soluzione collegiale e decisiva”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

(da New York) “Una soluzione collegiale e decisiva” è quella che si aspetta l’arcivescovo di Chicago, card. Blase Cupich, dall’incontro sulla protezione dei minori e sullo scandalo degli abusi che si terrà in Vaticano dal 21 al 24 febbraio. Il cardinale è uno dei quattro membri della Commissione preparatoria e si mostra estremamente fiducioso sulle azioni che saranno messe in atto dopo l’incontro non solo a Roma ma in tutte le diocesi del mondo. In un’intervista rilasciata al magazine “America”, Cupich sottolinea che l’incontro sarà duplice: da una parte servirà come catechesi e formazione dei vescovi e dei superiori degli ordini religiosi; dall’altra stabilirà protocolli chiari sulla protezione dei minori dove saranno identificati tutti i passi concreti e necessari perché “si salvaguardino i bambini e si offra giustizia alle vittime”. “La forma e le dimensioni di questo problema differiscono da Paese a Paese, a causa di differenze sociali, legali e culturali”, ha proseguito il cardinale indicando la necessità di analisi e soluzioni unitarie. Sono in molti, negli Usa, a chiedersi se questo vertice si tradurrà in una risposta concreta al problema. Cupich non minimizza la portata dell’appuntamento, anzi afferma che “mentre la Chiesa affronta questo problema da oltre 20 anni, non c’è mai stato un incontro mondiale di vescovi sugli abusi”. Scopo dell’appuntamento, quindi, sarà stabilire criteri di cooperazione che facciano sentire meno soli i vescovi e i superiori religiosi nell’affrontare questa tragedia anche “in quelle culture in cui le forze dell’ordine o il governo potrebbero non essere partner affidabili” nel garantire trasparenza e responsabilità. A chi si domanda se questo incontro sarà decisivo per il pontificato di Francesco, il cardinale spiega: “Non si tratta di vedere cosa è in gioco per il pontificato di Papa Francesco, ma cosa è in gioco per la Chiesa”. E a chi considera Francesco forte nel parlare e debole nell’agire, l’arcivescovo di Chicago precisa che il Papa “ha riconosciuto e si è scusato per i suoi errori, e questa è stata un’azione importante, e un modello per tutti i vescovi”. E l’azione messa in atto verso i vescovi del Cile, di cui ha accettato le dimissioni in blocco, la dice lunga sulla posizione di Bergoglio che ad “un problema globale chiede una risposta globale” e “vuole che tutti i vescovi e i superiori religiosi siano dalla stessa parte”.

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