Incendio tendopoli San Ferdinando: mons. Milito (Oppido-Palmi), “intervenire senza ulteriori promesse”

“Abbiamo dentro il dolore di quanto successo a San Ferdinando”. Lo ha detto sabato sera il vescovo di Oppido-Palmi, mons. Francesco Milito, dopo l’ennesimo fatto tragico che la notte tra venerdì e sabato scorso ha visto la morte di un giovane nella tendopoli. “C’è soltanto una parola, urgenza, occorre intervenire senza ulteriori promesse – ha aggiunto il presule -. Tre morti in pochi mesi sono troppi, è un eccidio, un’ecatombe”. Mons. Milito si è detto consapevole delle “complessità che esigono certe operazioni perché le persone non sono pacchi da spostare, da trasferire, da allocare come se fossero animali”. “Sappiamo bene – ha proseguito il vescovo – che cosa significa dialogare con culture diverse, con vite avvinghiate da sofferenze interiori, da dolori che noi spesso neanche immaginiamo ma sappiamo pure che un’Italia che si dice essere accogliente e civile non può sopportare in questa zona ciò che da oltre un decennio sta avvenendo”. Infatti, “l’Italia è ospitale, lo è la Calabria, tanto più questa diocesi”. Mons. Milito ha ricordato che “la Caritas diocesana è in questi posti come un presidio permanente, ed è proprio di questi giorni la progettazione di un presidio di accoglienza della Caritas Italiana” nella tendopoli di San Ferdinando. Ribadendo la parola “urgenza”, il presule ha sottolineato che “ogni morto può stare sulla nostra coscienza o di chi non fa nulla. I diritti nativi dell’uomo, di ogni uomo, senza colore, devono essere rispettati”.
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