Giovani ed Europa: Tajani, “Megalizzi aveva capito che il futuro è essere cittadini europei”. “Tornare a politica come missione”

Roma, 18.02.2019. L'inaugurazione dell'anno accademico all'università' Europea.

Parte dal ricordo di Antonio Megalizzi e del suo amico e collega Bartosz Orent-Niedzielski, i due giovani giornalisti vittime dell’attentato di Strasburgo dello scorso 11 dicembre, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, intervenuto oggi alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018- 2019 dell’Università europea di Roma, dedicata a “I Giovani e l’Europa”. Antonio, dice, “lo conoscevo bene. Credeva nell’Europa come nella casa che doveva proteggere 500 milioni di persone. Ha dato vita a una catena di radio universitarie, Euphonica, per raccontare quanto accadeva nel Parlamento europeo”. Tajani ricorda che il giorno successivo all’attentato lo avrebbe dovuto intervistare. “L’altro giorno – prosegue – gli abbiamo dedicato con una targa apposta sull’ingresso lo studio radiofonico del Parlamento europeo a Strasburgo, e sono ricominciate le trasmissioni di Euphonica”. Un ragazzo, dice rivolgendosi agli studenti presenti alla cerimonia, “certo non espressione di un’ėlite, un ragazzo semplice che aveva capito che il suo futuro era essere cittadino europeo. Questo spiega quanto è importante per voi ragazzi sentirvi parte di un disegno antico ma sempre attuale”. “Non significa – puntualizza Tajani – che un progetto nel corso egli anni non debba essere aggiornato, rinnovato. L’Europa ha perso slancio ferita da crisi economiche, difficoltà, 70 anni di vita”. “Per riscoprire l’entusiasmo delle origini bisogna ritornare alla politica come missione, come la sentiva De Gasperi – avverte -. Una politica come voglia di costruire. All’Europa sono mancati leader con una visione europea e oggi non possiamo vivere chiusi in un orto che non dà prospettive”.

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