Abusi: mons. Giuliodori (Univ. Cattolica), “commesse grandi leggerezze, serve inversione di tendenza su formazione”

foto SIR/Marco Calvarese

Sulla questione degli abusi, “sono state commesse grandi leggerezze da parte dei vescovi” dovute anche alla “necessità di coprire spazi che si sono aperti con il calo delle vocazioni e all’urgenza di dare risposte”. Lo ha denunciato mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, per il quale “è necessaria una revisione, un’inversione di tendenza nella formazione”. “Il nodo è nei seminari, bisogna curare la formazione”, ha detto il vescovo intervenendo al convegno “Un secolo di (in)formazione”, organizzato dalla Federazione tra le Associazioni del Clero in Italia (Faci) a Vicenza, nell’ambito di Koinè, il salone internazionale dedicato al settore religioso, per celebrare i 100 anni della rivista “L’Amico del Clero”. Sul tema degli abusi, “lo scenario è complesso e difficile e non servono generalizzazioni di giudizi e visioni”, ha osservato mons. Giuliodori, sottolineando l’urgenza di “accorgimenti precisi che non snaturino tuttavia quella relazione di grande intensità di comunicazione e comunione che caratterizza il ruolo del sacerdote nel rapporto con la comunità”. In quest’ottica, ha ricordato, è stato istituito il Servizio Cei per “sviluppare gli anticorpi e le precauzioni dal punto di vista della prevenzione e della valutazione” e domani si aprirà il Summit delle conferenze episcopali del mondo convocato da papa Francesco: “ci auguriamo – ha auspicato – che possa essere un momento di verità e onestà per quello che è passato, senza fare sconti, ma anche un’occasione per andare avanti e ristabilire dal punto di vista della formazione una condizione di trasparenza e maturità”.

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