Notizie Sir del giorno: presentato incontro abusi in Vaticano, Papa al Campidoglio, proiezioni elezioni europee, Russo e tutela salute, anniversario Faci

Incontro abusi in Vaticano: mons. Scicluna, “il Papa non si nasconde, non evita di affrontare la realtà”

“Il Papa non si nasconde, non evita di affrontare la realtà”. Così mons. Charles Scicluna, arcivescovo di Malta e membro del Comitato organizzativo, ha sintetizzato l’atteggiamento di Francesco nel convocare, tramite un’iniziativa senza precedenti, un incontro su “La protezione dei minori nella Chiesa”. A proposito del recente invito a non caricare troppo di aspettative l’evento, Scicluna ha commentato: “Maggiori sono le aspettative, maggiore è la frustrazione. Non si possono risolvere tutti i problemi in tre giorni, sarebbe un’aspettativa irrazionale. Se invece ci aspettiamo un ‘follow up’ dopo l’incontro, l’aspettativa diventa ragionevole”. Responsabilità, “accountability”, cioè “capacità di rendere conto di ciò che si fa”, e trasparenza: sono questi, ha ricordato padre Federico Lombardi, presidente della Fondazione vaticana “Joseph Ratzinger-Benedetto XVI” e moderatore dell’incontro, i temi delle tre giornate dell’incontro su “La protezione dei minori nella Chiesa”, che si svolgerà prevalentemente nell’Aula Nuova del Sinodo, dal 21 al 24 febbraio. Nove relazioni, tre per ogni giornata – alternate a lavori di gruppo e relazioni di sintesi sui medesimi – una liturgia penitenziale sabato sera e una messa sabato mattina, seguita dal discorso finale del Papa: questo l’intenso programma d’insieme, per i 190 partecipanti provenienti dai cinque continenti, che saranno impegnati dalla mattina alle 9 al pomeriggio intorno alle 19.20. “Dalla sera del sabato tutta l’Assemblea si trasferirà nella Sala Regia del palazzo apostolico per una liturgia penitenziale”, ha annunciato Lombardi: stesso luogo per la Messa della domenica mattina, concelebrata con il Papa, che terrà un discorso finale. (clicca qui)

Papa Francesco: il 26 marzo al Campidoglio per incontrare il Consiglio comunale di Roma

“Accogliendo l’invito a suo tempo formulato dal Sindaco di Roma, il Santo Padre Francesco si recherà in Campidoglio martedì 26 marzo, per incontrare il Consiglio Comunale”. Lo rende noto il direttore “ad interim” della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti. (clicca qui)

Elezioni europee: Parlamento Ue, proiezioni risultati di maggio. Popolari primo partito ma ridimensionati, crescono i sovranisti

Il Partito popolare resterebbe il primo gruppo politico al Parlamento europeo, seguito dal gruppo dei Socialisti e democratici. In crescita i gruppi sovranisti o euroscettici, senza essere in grado di formare una maggioranza. Questo secondo le proiezioni del voto del 23-26 maggio rese note oggi dal Parlamento europeo. Non si tratta, come spiegano gli esperti dell’Assemblea Ue, di un sondaggio svolto dall’istituzione, ma della rielaborazione di sondaggi realizzati da numerosi e “affidabili” istituti nazionali, esclusi i sondaggi commissionati dai partiti politici. Tali proiezioni riguardano le intenzioni di voto attuali, dunque a tre mesi dalle elezioni e prima dello svolgimento della vera e propria campagna elettorale. Tenuto conto che i deputati europei saranno 705 nella prossima legislatura, i Popolari sono dati a 183 seggi; attualmente ne hanno 217. I Socialisti e democratici avrebbero invece 135 seggi (rispetto ai 186 attuali). Quindi, terzo gruppo, i Liberali con 75 seggi (68). L’attribuzione dei seggi è fatta in base ai gruppi esistenti ad oggi nell’emiciclo; le nuove formazioni che non hanno dichiarato affiliazioni vengono messe nel gruppo “Altri”: fra questi i 20 seggi previsti per il movimento francese del presidente Macron (En marche). Anche per il Movimento 5 Stelle gli esperti dichiarano che non è certo in quale gruppo siederanno nella prossima legislatura. (clicca qui)

Haiti: mons. Gontrand (segretario generale vescovi), “soluzione di saggezza, la Chiesa è disponibile a favorire il dialogo”

“Noi vescovi siamo molto preoccupati. Serve una soluzione di saggezza, per trovare una via d’uscita”. Mons. Joseph Gontrand Decoste, vescovo di Jérémie e segretario generale della Conferenza episcopale haitiana, lancia al Sir un allarme sulla situazione di Haiti: a partire dallo scorso 7 febbraio il Paese è bloccato, per le manifestazioni contro il Governo e in particolare contro il presidente della Repubblica Jovenel Moise. “Non si può continuare così, serve una soluzione rapida”, continua mons. Gontrand. Da qui l’appello alla “saggezza”, rivolto ai leader politici e in particolare al presidente Moise, che fin dall’inizio ha sottovalutato una situazione che rischia ora di travolgerlo. Da parte dei vescovi non manca, come è già accaduto altre volte nella storia di Haiti, la disponibilità a favorire il dialogo e la mediazione: “Come afferma Papa Francesco, come Chiesa dobbiamo sempre essere pronti ad accompagnare ogni processo di pace e dialogo che abbia come fine il bene comune e il miglioramento delle condizioni di vita del popolo haitiano”. Ma il segretario generale dell’episcopato non rinuncia a fare una dura e disincantata analisi sulla situazione politica e sociale dell’isola caraibica: “Quello che sta accadendo parte da una seria protesta e da un profonda crisi di sfiducia nei confronti di leader incompetenti, di fronte a politici che hanno saccheggiato le risorse destinate al popolo, che vivono nel lusso mentre il popolo di dibatte nella miseria, privo di tutto: cibo, acqua potabile, servizi essenziali, sanità, scuola, strade… È un sistema impunito durato troppo a lungo, gli squilibri si trascinano addirittura da secoli. Certo, però, la protesta sta degenerando in violenza. Ripeto, bisogna fare in fretta”. (clicca qui)

Tutela salute: mons. Russo (segretario Cei), “differenze nella gestione della sanità a scapito dei più deboli”

“In un tempo come il nostro, attraversato da una seria crisi antropologica che nega il primato dell’uomo, si rischia di non cogliere la ricchezza di ciascuno, anche quando fosse estremamente fragile e compromessa”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo, nella prolusione pronunciata al convegno “Tutela della salute: un diritto ancora esigibile?”, organizzato dalla Piccola Casa della Divina Provvidenza, oggi pomeriggio, a Torino. Sottolineando che, “con l’affermazione del valore universalistico, la riforma sanitaria si è ispirata anche al principio di uguaglianza di trattamento”, il vescovo ha rilevato “una gestione della sanità che, al di là delle intenzioni, ha di fatto disegnato un’Italia ‘a macchia di leopardo’”, dove “investimento delle risorse e offerta delle cure trovano significative differenze, sovente a scapito delle fasce più deboli”. Su questo aspetto, secondo mons. Russo, “è urgente fare una seria riflessione”. (clicca qui)

Giovani ed Europa: Tajani, per immigrazione serve “strategia europea” ma “se qualcuno fugge da guerre o persecuzioni abbiamo il dovere di accoglierlo”

“Se vogliamo affrontare sfide come l’immigrazione possiamo pensare che il flussi si blocchino perché mettiamo due navi in mezzo al mare quando nel 2015 ci saranno due miliardi e mezzo di africani? Occorre investire oggi per combattere il cambiamento climatico con il deserto che mangia ettari ed ettari di terra coltivabile, per non parlare del terrorismo di Boko Haram”. Ne è convinto  il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, intervenuto oggi alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018- 2019 dell’Università europea di Roma, dedicata a “I Giovani e l’Europa”. Per il fenomeno migratorio, sostiene, “serve una strategia e si può fare solo a livello europeo. Servono almeno 50 miliardi di euro, non possiamo affrontare la situazione a livello nazionale; non abbiamo gli strumenti”. Anche la disoccupazione nel nostro Paese, prosegue, si può contrastare “puntando solo su una politica della crescita che sostenga l’agricoltura, l’artigianato, le professioni, ma va fatto a livello europea. Noi esportiamo beni per 250 miliardi di euro nel mercato interno europeo. Come faremmo se ci fossero dogane e barriere? Abbiamo bisogno di mercati aperti”. (clicca qui)

Clero: mons. Giuliodori (Univ. Cattolica), “Papa chiede ai sacerdoti di essere misericordiosi e di mettersi in  gioco”

Nella società di oggi, “al sacerdote è chiesto di farsi promotore di una Chiesa non arroccata, ma capace di entrare nel mondo e di mettersi in gioco, di farsi interpellare, anche se questo comporta lo sporcarsi le mani”. Lo ha sottolineato mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore intervenendo al convegno “Un secolo di (in)formazione”, organizzato dalla Federazione tra le Associazioni del Clero in Italia (Faci) a Vicenza (nell’ambito di Koinè, il salone internazionale dedicato al settore religioso) per celebrare i 100 anni della rivista “L’Amico del Clero”. Da papa Francesco, ha ricordato mons. Giuliodori, arriva al clero un “messaggio forte”: “il sacerdote non deve rivestirsi di un ruolo, dell’autorità, ma è chiamato a partecipare al processo di svuotamento e libertà che gli consente di accogliere l’altro”. “Non ci può essere sacerdozio che non sia abbraccio ed espressione di misericordia”, ha rilevato il vescovo per il quale proprio “la misericordia è il codice interpretativo che più di ogni altro il papa attribuisce a al ministero sacerdotale”. Francesco, ha aggiunto, “indica dinamiche nella rivisitazione del ruolo e della missione del sacerdote e questo ha implicanze nella formazione”. In quest’ottica, ha concluso mons. Giuliodori, “il sacerdote deve essere in grado di condurre le comunità sulle frontiere di oggi, anche se scomode e difficili”. (clicca qui)

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