Shoah: mons. Spreafico (Frosinone), “vigilare e avere spirito critico per evitare che ‘pezzi’ di Olocausto si ripetano”

Ebrei e cristiani di fronte alla Shoah è il tema di un convegno che si è svolto nei giorni scorsi nell’auditorium diocesano di Frosinone. Il vescovo mons. Ambrogio Spreafico e il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma Riccardo Di Segni si sono confrontati in un dialogo serrato sull’importanza della memoria. “Essa fa parte della vita di fede ebraico-cristiana. Significa essere radicati in una storia con il Signore, fatta di segni per capire noi stessi e guardare al futuro” ha esordito mons. Spreafico, che nel suo intervento ha insistito sui concetti di vigilanza e riflessione: “Non si può dimenticare la Shoah perché dice a noi europei che imporre la supremazia porta a tragiche conclusioni. Questo può sempre avvenire se non siamo vigili. La tecnologia rende possibile la comunicazione globale, però i media favoriscono sempre più allontanamento, scarto, rabbia, giudizio, pregiudizi. Ci sono pezzi della Shoah che si ripetono: bisogna riflettere e fermarsi per evitarlo” ha aggiunto. Sul rapporto fra ebraismo e cristianesimo, il vescovo di Frosinone ha sottolineato come “grazie a Giovanni XXIII e al Concilio, la Chiesa ha compreso il valore dell’ebraismo in sé e per la nostra vita di fede, da cui come cristiani proveniamo. Però nella storia del cristianesimo c’è stata un’interpretazione errata dei testi del Nuovo Testamento che ha portato a una mentalità contro gli ebrei”.

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