Haiti: Cappellini (Avsi), “Chiesa potrebbe avere un ruolo importante per il dialogo”

“La Chiesa haitiana potrebbe giocare un importante ruolo nell’aiutare il dialogo e la riconciliazione qui ad Haiti”. Interpellata dal Sir, Fiammetta Cappellini, referente nell’isola caraibica della Fondazione Avsi, commenta la difficile situazione politica e sociale che vede da oltre una settimana a manifestazioni popolari contro il presidente Jovenel Moise sfociate in numerosi atti di violenza. Prosegue la referente dell’Avsi: “Storicamente la Chiesa ha rivestito questo ruolo. In questo momento, però, i manifestanti non ascoltano nessuno. Le parole di dialogo da parte del Governo sono arrivate fuori tempo massimo e manca nel mondo politico e sociale una personalità in grado di coagulare consenso”. Intanto, questa situazione rende praticamente impossibile anche il lavoro delle Ong e della stessa Caritas: “Tutte le principali strade sono bloccate, si arriva a Port-au-Prince solo in aereo. Alcune organizzazioni hanno lasciato il Paese, noi siamo rimasti ma c’è una minima possibilità di movimento solo nelle prime ore del mattino. I manifestanti non ce l’hanno con le organizzazioni umanitarie, ma non vogliono nemmeno lasciarci lavorare. Non riusciamo a raggiungere le periferie, le bidonville, dove le persone più povere non hanno letteralmente nulla da mangiare”. In tale scenario, prosegue Cappellini, “non è neppure possibile coordinarci con le Organizzazioni internazionali, è tutto bloccato. Speriamo che una tregua possa favorire il raccordo con le Nazioni Unite e le altre organizzazioni”.

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